Il maxi fascicolo di “Mari e Monti”, maxi operazione contro il clan dei montanari Li Bergolis-Miucci consolida il rapporto tra i garganici e la batteria foggiana Sinesi-Francavilla. Dalle carte spuntano contatti tra Antonio Miucci, figlio del boss Enzo e la famiglia di Emiliano Francavilla. Il genero di quest’ultimo avrebbe anche ceduto un’auto al giovane Miucci, spesso destinatario di ordini e direttive da parte del padre in galera.
Lo stesso Enzo Miucci si sarebbe interessato costantemente degli amici di Foggia, soprattutto dopo l’attentato ad Antonello Francavilla, fratello maggiore di Emiliano, e al figlio minorenne, entrambi feriti da colpi d’arma da fuoco in un’abitazione di Nettuno in provincia di Roma.
Rapporti consolidati nel tempo, emersi già nel processo “Blauer” quando proprio i Francavilla favorirono la latitanza del super boss Franco Li Bergolis, oggi in carcere al 41 bis.
Ma c’è dell’altro: dal fascicolo spunta Marco Lombardi, 49 anni, autista del clan foggiano, recentemente arrestato per le minacce al patron del Foggia Calcio, Nicola Canonico, vicenda che ha portato al commissariamento del club rossonero. Lombardi fu anche coinvolto in “Blauer”.
L’incontro in montagna
Gli investigatori hanno documentato la visita di Lombardi a Ruggiano, frazione “Montagna” di Monte Sant’Angelo a casa di un pezzo grosso dei montanari, il 38enne Roberto Prencipe detto “Roberto della Montagna”, “Piter” o “Il cacciatore”, un uomo sfuggente, che non usa i telefonini perché “è uno all’antica”, e viene raggiunto direttamente in loco da chi vuole parlargli. Una sorta di eremita.
Lombardi, a bordo di una 500 X grigia, si sarebbe recato a Ruggiano il 6 e il 7 aprile del 2022 trovando in casa solo la moglie di Prencipe. L’incontro si tenne l’11 aprile successivo, quando Lombardi riuscì finalmente a rintracciare “il cacciatore”. Quest’ultimo salì a bordo della 500 e i due si allontanarono in direzione della chiesa di Ruggiano. Dopo circa un’ora, i carabinieri fotografarono la Fiat 500 mentre rientrava nei pressi dell’abitazione del padre di Prencipe. A quel punto “Piter” scese dal veicolo per fare rientro a casa. L’auto, invece, imboccò la SP57 per dileguarsi. La pg non riuscì a scoprire la natura delle visite di Lombardi.
Prencipe, come detto, è un uomo che conta all’interno dell’organizzazione montanara. In “Mari e Monti” è accusato di associazione mafiosa, droga e armi. In materia di stupefacenti avrebbe avuto il ruolo di addetto all’approvvigionamento delle sostanze per la successiva distribuzione a Manfredonia e Monte Sant’Angelo. Secondo la lunga ordinanza, avrebbe goduto di agganci importanti per ottenere la “roba”. Ma c’è dell’altro, secondo i pentiti, “Roberto della Montagna” sarebbe un elemento di azione anche per le spedizioni di morte. Il collaboratore di giustizia Matteo Pettinicchio, ex braccio destro di Enzo Miucci, ha indicato Prencipe tra gli autori della famigerata strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017 insieme allo stesso Miucci, a Saverio “Faccia d’angelo” Tucci, ammazzato a ottobre dello stesso anno ad Amsterdam e a Girolamo “Peppa Pig” Perna, ucciso ad aprile 2019.
Intanto, nelle prossime ore è attesa l’udienza preliminare di “Mari e Monti”, si decide sui rinvii a giudizio per 50 imputati tra cui Enzo Miucci, il fratello maggiore Dino, la compagna Marilina Scarabino, il figlio Antonio e lo stesso Roberto Prencipe. Ma nel frattempo la mafia garganica continua a sparare, lo scorso 16 settembre killer ignoti hanno scaricato un fucile a pallettoni addosso a Leonardo Ricucci, cugino del boss defunto Pasquale Ricucci “Fic secc”, acerrimo rivale dei montanari. La sensazione è che la guerra dello Stato alla mafia dei Li Bergolis sia solo all’inizio.












