Un richiamo netto, senza mediazioni, al cuore della politica. L’associazione antimafia Giovanni Panunzio di Foggia ha diffuso un comunicato in cui denuncia la deriva autoreferenziale della politica contemporanea e rilancia l’esigenza di un ritorno al suo significato originario: servizio al bene comune.
“Anni bui, la politica ha smarrito la sua missione”
“Stiamo vivendo anni bui – scrive l’associazione –. La politica, in Italia come nel mondo, ha smarrito la sua missione più alta: essere servizio al bene comune. Troppo spesso si è trasformata in un palcoscenico di interessi personali, giochi di potere e parole vuote che non si traducono in azioni concrete”.
Un giudizio severo, accompagnato dalla constatazione di un crescente malessere sociale: “La gente è stanca. Stanca di promesse mai mantenute, di governi che rincorrono emergenze senza una visione, di rappresentanti più attenti all’immagine che al futuro dei cittadini. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: sfiducia, astensionismo, rabbia sociale”.
Speranza e responsabilità
Nonostante la durezza dell’analisi, l’associazione individua uno spiraglio: “Una speranza esiste. Resiste nei giovani che chiedono cambiamento con coraggio, nelle comunità che dimostrano ogni giorno che solidarietà e partecipazione sono possibili, nelle voci libere che non si arrendono al silenzio. Persino le crisi, se affrontate con responsabilità, possono diventare occasioni di rinascita”.
Da qui l’appello a un radicale cambiamento di prospettiva: “La politica deve tornare a essere servizio, responsabilità e visione. Non più un privilegio, non più uno spettacolo, non più un’arena di interessi privati. I politici devono ricordare che rappresentano un popolo, non se stessi”.
“La politica non è potere, è dovere”
Il comunicato si chiude con un monito che suona come una dichiarazione di principi: “La politica non è potere, è dovere. Non è privilegio, è sacrificio. Non è possesso, è dedizione al bene comune. Solo se chi ci rappresenta tornerà ad avere il coraggio della verità, solo se la politica ritroverà la sua dignità, potremo uscire dagli anni bui e costruire un futuro di giustizia, speranza e libertà”.
Un messaggio che l’associazione antimafia intitolata a Giovanni Panunzio, imprenditore foggiano assassinato nel 1992 per aver denunciato le estorsioni mafiose, indirizza a tutta la classe dirigente e che oggi risuona come un invito a riscoprire la politica come servizio e responsabilità.










