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Home - Mario Furore e il cambiamento del M5S: “Conte una salvezza”. Poi su Foggia: “Pug entro fine mandato”

Mario Furore e il cambiamento del M5S: “Conte una salvezza”. Poi su Foggia: “Pug entro fine mandato”

L'europarlamentare: "Sono molto grato a Grillo e Casaleggio, ma i tempi cambiano". Sulla Regione si lavora ad una ricandidatura di Rosa Barone

Di Antonella Soccio
26 Novembre 2024
in Foggia, Politica
Furore e Conte

Furore e Conte

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Abolizione del ruolo del Garante, superamento del limite dei due mandati e apertura alle alleanze politiche. Il MoVimento 5 Stelle dal voto nazionale andato in scena nei giorni scorsi cambia pelle profondamente. Il coordinatore della provincia di Foggia, l’europarlamentare Mario Furore, è soddisfatto dell’esito della Costituente. Sebbene nutra qualche dispiacere.

“C’è ancora la votazione di Grillo, si dovrà ripetere. Ma sono fiducioso, non mi aspettavo questa reazione di Grillo, la democrazia è quella per cui quando c’è una maggioranza la minoranza deve accettare le decisioni. Far ripetere la votazione non mi sembra corretto, ma fa parte del nostro statuto, quindi va bene così. Ha vinto la linea di Conte. Il risultato ha previsto che non c’è più bisogno del garante, ma c’è bisogno di più potere dell’organismo nazionale, come succede in tutti i partiti. Ci saranno più probiviri, il cui organismo si allargherà nella sua composizione per far rispettare il codice etico”.

Il MoVimento ha anche rivisto la propria agenda, è così?

Sì, ci saranno nuovi temi o sarà data più importanza a certi temi, in particolare la sanità, che è stata quella più votata e dibattuta, i cittadini sentono che deve essere trattata in modo diverso, la classe media si è impoverita, c’è bisogno di un accesso alle cure pubbliche più snello ed efficiente.

Cosa cambia con il superamento dei due mandati? Non era questo uno dei cardini del MoVimento?

Il dibattimento sui tre mandati ha stabilito dei punti. Sono passati diversi quesiti per elevare i mandati a 3 e per prevedere una deroga per chi si candida a sindaco o a presidente della regione e una deroga per sottoporre la votazione della base. Davanti a nuovi scenari, come le nuove regionali in Campania o in Puglia occorre arrivare preparati.

E sulle alleanze? È ormai da cestinare la frase fondativa “Non siamo né di destra né di sinistra”?

Sulle alleanze è passata la facoltà del presidente di poter modificare le strategie. Io credo che sarebbe giusto mantenere nome e simbolo, sono affezionato alla dicitura e alle 5 stelle. Al massimo si potrà cambiare la dicitura aggiungendo il nome di Conte nel momento elettorale.

Da giorni si parla di una possibile candidatura di Giuseppe Conte come presidente della Regione Puglia, è uno scenario reale?

No, non se n’è mai parlato, Conte sta aiutando il partito a livello romano.

Teme una nuova micro scissione?

Io spero che non ci sia la scissione e che la minoranza accetti il parere della maggioranza. Tante volte in cui mi sono trovato minoranza ma ho sempre accettato la linea. Io e Rosa Barone eravamo contro il governo Draghi, ma siamo rimasti nel MoVimento, nonostante col senno di poi si possa dire che abbiamo avuto ragione perché quel governo è stato nefasto per il Paese. Ci adeguammo a ciò che voleva la maggioranza perché bisogna saper fare sintesi, oggi la maggioranza vuole un cambiamento, io sostengo il presidente Conte.

Ma superare i due mandati non significa stravolgere proprio l’ossatura del MoVimento? Che ne pensa lei che è un grillino della primissima ora?

La storia dei mandati va compresa bene, parlo per me. Non mi sono espresso prima delle votazioni, perché avrebbero potuto credere in un mio conflitto. La questione dei mandati non deve essere vista come un fare politica a vita, si tratta di trovare un rimedio per conservare il know how che ogni eletto acquisisce nelle istituzioni. Chi ha acquisito una esperienza può servire in altri ambiti. Fico potrebbe candidarsi alla Regione Campania. È anacronistica una regola che sega le gambe in partenza, quale valore aggiunto può portare un nome nuovo contro i campioni di preferenza? È una battaglia impari se non candidiamo almeno chi è già conosciuto. È una regola serena, vogliamo essere uguali agli altri ai nastri di partenza, nessuno di noi vuole alimentare un dibattito per la politica di professione.

Cosa accadrà in Regione Puglia? Tornerete in Giunta con i nuovi assetti creati dall’ingresso di Azione con Fabiano Amati?  

Noi della Regione non abbiamo ancora discusso, la volontà degli iscritti è di dover fare le alleanze, si riprendono in mano le discussioni. Le alleanze vanno fatte su temi e obiettivi certi. Rosa andrebbe ricandidata certamente, io credo che la discussione non venga aperta prima della conclusione sul voto di Grillo.

Per lei che era a Milano con Casaleggio nel 2013, cosa vuol dire questo passaggio? Avete attuato un parricidio?  

Sono molto grato a Grillo e Casaleggio perché hanno permesso ad un ragazzo di 30 anni di entrare in Europa e di fare politica. Il MoVimento ha espresso il malessere dei cittadini portando al centro le loro istanze. Ma i tempi cambiano, ci sono guerre e pandemie, bisogna collocarsi chiaramente nello scacchiere politico per dire da che parte stare. Quella dei primi tempi è una fase superata, Conte ha indicato che Grillo dovrebbe rimanere un padre nobile, io mi sento in sintonia col presidente a cui va dato il merito di aver salvato il MoVimento.

Non è però adesso di nuovo in difficoltà? Il MoVimento non rischia di diventare un partito regionale? Il paradosso è che entrambe le forze del governo gialloverde sembrano essere ritornate nel loro alveo iniziale…

No non siamo regionali, al Nord va fatto un lavoro particolare, le nuove tematiche toccheranno molto le sensibilità dei cittadini del Nord. Mi sento dire che quello del 2018 fu un voto popolare, ma noi con la Lega non abbiamo nulla a che fare.

Il governo di Foggia. È vero che chiederete la testa del super assessore Galasso?  

No, noi non vogliamo la testa di nessuno, vogliamo solo avere chiari i temi e gli obiettivi da raggiungere, ossia il Pug e cosa fare dell’housing sociale. Vogliamo chiedere dei distinguo in cui facciamo valere dei temi, la sindaca è aperta ad ascoltarci. Il Pug va chiuso in questa legislatura, è importante consegnare alla città una programmazione seria, Foggia ha bisogno di visione. E solo Maria Aida (la sindaca Episcopo, ndr) può farlo perché ha le mani libere per farle.

Alcune sentenze hanno stabilito che l’housing sociale va deciso entro la fine dell’anno, non si corre il rischio di avere troppe cubature?  

Sul tema Pug e Housing stanno lavorando bene i comunali visto che abbiamo pure Giovanni Quarato come presidente della commissione preposta. Le due cose possono viaggiare insieme, redigendo che nel Pug saranno contenute delle case popolari provenienti dall’housing.

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Tags: Furore
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