Ultimi giorni febbrili prima della chiusura delle liste per le prossime elezioni Europee. Ha firmato in queste ore con il consigliere regionale Sergio Clemente la sua candidatura per la lista di Azione Danila Iacovelli, candidata per la Puglia della lista di Carlo Calenda.
Ricercatrice al Politecnico di Milano e docente di diritto amministrativo, Danila Iacovelli, laureatasi alla Cattolica di Milano, è avvocata amministrativista con studio a Milano e a Roma. Correrà nella lista con Carlo Calenda e l’ex ministro per la Famiglia Elena Bonetti, nel tris delle preferenze.
È la sua prima volta in assoluto nell’impegno attivo nella politica, sebbene abbia sempre vissuto indirettamente le dinamiche dell’agone politico per il tramite di suo padre, Matteo Iacovelli, tra i primi assessori alle Politiche giovanili in Italia, come ricorda a l’Immediato.
Clemente punta tutto sull’effetto territoriale. Insieme a Mario Furore del M5S, Iacovelli è l’unica candidata foggiana che ha vere chance di elezione. Il 4% è di facile portata per Azione, secondo gli osservatori, e Iacovelli se la gioca tutta col candidato campano Giosi Ferrandino, ex sindaco di Ischia ed europarlamentare uscente eletto come Calenda nel Pd. “Non possiamo dire qual è il nostro obiettivo minimo, di certo puntiamo ai 7-10mila voti in provincia di Foggia. È anche una lotta tra Regioni, spiega Clemente.
Sono incerti in questo momento i voti dei consiglieri regionali Leo, Tammacco e Vizzino che come gli altri civici emilianisti potrebbero votare per Antonio Decaro. Nulla però è scontato, mesi fa prima delle varie indagini che hanno colpito Bari, Decaro viaggiava per la candidatura a presidente della Puglia e tutti lo avrebbero votato alle Europee anche in tale funzione, per preparare la coalizione dell’anno successivo. Ma oggi, le cose appaiono più complesse, ancora di più se si aggiunge che Michele Emiliano cerca il suo terzo mandato.
“Chi non vuole votare per il PD, e votando Decaro si rafforza il Pd, deve scegliere il terzo polo, c’è forte rammarico per la rottura con Italia Viva, gli odi personali andrebbero superati in politica, oggi uniti avremmo avuto un risultato a due cifre”, rimarca il consigliere regionale.
Nessun timore da parte sua per il possibile Effetto Giorgia Meloni. Sono già in strada i cartelloni dei meloniani che invitano a votare per la premier capolista e per il barese Picaro. Ancora senza reclame invece la candidatura di Fabrizio Tatarella, che sta allacciando rapporti in Calabria e nel salerinatano. Secondo gli osservatori, per Meloni, che tutti danno sopra il 20% abbondantemente, non si sente lo stesso clima che c’era nell’exploit di Matteo Renzi nel 2014 o di Matteo Salvini nel 2019.













