A poco più di tre mesi dall’insediamento, la Giunta Episcopo al Comune di Foggia fa già parlare di possibile rimpasto politico. Il primo a suggerire tale posizione è stato l’ex candidato sindaco del centrodestra Raffaele Di Mauro, che nella sua diretta del mercoledì in cui ha dato gli auguri per la Settimana Santa e la Pasqua a tutti i suoi followers ha riportato anche alcuni rumors di Corso Garibaldi e alcune sue considerazioni.
“Qualche piccolo disguido inizio a ravvederlo e a sentirlo in maggioranza, inizio a sentire nell’aria di un rimpasto di giunta e qualche assessore potrebbe perdere la propria posizione già da dopo le elezioni europee, qualche crepa la sto notando e il periodo pasquale servirà a portare pace alla maggioranza a Palazzo di Città”.
I maggiorenti del campo largo progressista sorridono ad ipotesi del genere. “Nessuna crepa, siamo solidissimi”, osservano.
Eppure c’è chi prospetta un cambio all’assessorato all’Istruzione e allo Sport. La carica assessorile di Mimmo Di Molfetta potrebbe essere incompatibile con una importante nomina che sta per arrivare alla sua persona dal Coni. Lo stesso Di Molfetta, assai pratico e concreto, avrebbe avuto più di una critica dai dem e finanche dal vicepresidente regionale Raffaele Piemontese, suo omologo in Regione per lo sport, non solo sul caso mense, per una certa scioltezza nell’affrontare alcuni temi con la cittadinanza e i portatori di interesse.
Non mancano inoltre alcune incomprensioni. I civici emilianisti, capeggiati dal neo consigliere provinciale Pasquale Ciruolo, lamenterebbero un presunto immobilismo della Giunta, nelle varie commissioni. “In tre mesi nulla si è mosso”, avrebbe detto qualcuno.
Evidenti alcuni riequilibri nel Consiglio. Se Pasquale Cataneo rimane nel suo ruolo di mitigatore, Antonio De Sabato sembra ormai vicinissimo alla maggioranza, con un appoggio che è più che esterno.
Durante una commissione dei capigruppo, inoltre, la minoranza ha preso una posizione comune al Pd, mentre tutti gli altri gruppi del campo largo hanno tenuto una posizione opposta, lasciando di stucco il capogruppo Lino Dell’Aquila.










