Ad oltre un mese dalla grave crisi politica, il Comune di Manfredonia non ha ancora una giunta al completo. Mancano il vicesindaco, con relative deleghe, e l’assessore al Personale. Gianni Rotice, pur di restare attaccato alla poltrona, avrebbe provato a convincere alcuni professionisti locali trovando solo porte chiuse. L’ultima idea sarebbe quella di affidare un incarico assessorile ad Andrea Trotta, già consulente all’ambiente con l’ex sindaco del Pd, Angelo Riccardi. Sarebbe l’ennesimo collante con la vecchia amministrazione sciolta per mafia dopo l’assessore ai Lavori Pubblici, Di Tullo, alla faccia del nuovo che avanza. Paradossale visto che Rotice, il sindaco della villa abusiva che si vanta di aver combattuto l’abusivismo (ma non dice mai quale), è sempre in prima linea quando si tratta di scaricare colpe sui suoi predecessori a Palazzo di Città.
Trotta sarebbe legato all’imprenditore interdetto per mafia Michele D’Alba, storicamente vicino a Rotice e suo sostenitore in campagna elettorale oltre che benefattore di un giornale che nega la mafia. In una missiva sul caso della pubblica illuminazione, l’ex assessore Angelo Salvemini – defenestrato dal primo cittadino – evidenziò i presunti interessi di D’Alba sul mega appalto. Vicenda che imbarazzò lo stesso sindaco che, ricordiamolo, è anche fidanzato con la sorella del boss garganico emergente Francesco Scirpoli detto “Il lungo”. Prefetto Valiante, se ci sei batti un colpo.

Con Trotta e Pennella, l’imprenditore di “Tre Fiammelle” si ritroverebbe con due figure di fiducia in giunta. Una terza sarebbe l’attuale consigliere di maggioranza Michele Paglione che potrebbe scattare per evitare che le sue varie assenze in Consiglio favoriscano la minoranza. Ricordiamo infatti che la situazione attuale è 12 contro 12 con Rotice a fare il tredicesimo per il centrodestra. Al posto di Paglione entrerebbe nell’assise il primo dei non eletti Barbone, a meno che non sia proprio quest’ultimo a completare la giunta. È nota a Manfredonia l’amicizia tra Paglione e Raffaele De Nittis, genero di D’Alba, e gli interessi di entrambi nel campo della sanità privata.

Occhio infine a mister simpatia Stefano Pecorella, ex membro dello “staff di abusivi” di Rotice che potrebbe tornare in auge adesso che non ci sono più i veti di Forza Italia, partito passato all’opposizione durante la crisi politica. Un altro vecchio che avanza. (In foto, D’Alba, il vescovo Moscone e Rotice; nel riquadro, il prefetto di Foggia Valiante)














