Sono 14 le firme che hanno mandato a casa il sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice. Per la sfiducia ne bastavano 13, raggiunte grazie ai nove consiglieri di opposizione e ai quattro di Forza Italia, il partito che portò il primo cittadino alla vittoria per poi essere tradito. A loro si è aggiunto Adriano Carbone, ex Fratelli d’Italia dichiaratosi indipendente dopo l’estromissione dal partito per il suo coinvolgimento nel processo “Omnia Nostra”. Una firma a sorpresa visto che Carbone ha quasi sempre sostenuto l’amministrazione.
Le firme sono state apposte presso il notaio Longo di San Marco in Lamis luogo dove si è chiusa l’esperienza disastrosa di Rotice, durata meno di due anni. La sera della vittoria elettorale aveva urlato ai nostri microfoni, “Manfredonia è libera”. Ora sembra esserlo veramente. (In foto, Rotice con il consigliere Sventurato, suo fedelissimo)













