“Manfredonia è libera”, hanno esclamato gli oppositori di Gianni Rotice citando una frase esclamata ai nostri microfoni dal sindaco la sera della sua vittoria elettorale. In queste ore quel video è diventato virale sui social. A mandare Rotice a casa ci hanno pensato 14 consiglieri comunali.
“Un atto coraggioso e significativo che si è reso necessario in seguito alla palese constatazione che ormai erano venute meno le condizioni per una proficua azione amministrativa nel Comune di Manfredonia e anche per una sana opposizione”, hanno affermato Massimo Ciuffreda, Raffaele Fatone, Giulia Fresca, Michele Iacoviello, Gaetano Prencipe, Francesco Schiavone, Gianluca Totaro, Maria Teresa Valente, Mariarita Valentino che con i quattro di Forza Italia Angelica Ciuffreda, Marco Di Bari, Vincenzo Di Staso e Liliana Rinaldi e l’indipendente Adriano Carbone hanno presentato le dimissioni con effetto immediato facendo cadere l’amministrazione Rotice.
“Queste dimissioni sono il risultato di una profonda insoddisfazione riguardo alla ‘sventurata’ gestione targata Gianni Rotice, che ha scatenato un’importante reazione all’interno della nostra comunità. Per quasi due anni, la città ha vissuto una continua paralisi amministrativa a causa di una coalizione di centro destra che si è dimostrata priva di visione e di capacità organizzativa, attratta solo da iniziative di poco respiro, da continui selfie e dall’esercizio del potere utile a se stessi e non nell’interesse della nostra comunità.
In questo contesto, le forze di opposizione, unitamente ai propri rappresentanti istituzionali, dopo gli accadimenti degli ultimi giorni hanno preso atto della crisi irreversibile della maggioranza di centro destra ed hanno ribadito la necessità di mettere fine ad una dolorosa esperienza amministrativa.
Manfredonia ora ha l’opportunità di rialzarsi veramente e di riscattarsi. Il nostro auspicio è che in futuro la nostra città sia guidata da figure competenti, capaci di servire al meglio gli interessi della comunità e di riscattarla, con un progetto di rinascita fatto di passione, competenza e spirito di servizio di tutti coloro che hanno a cuore le sorti di Manfredonia”.
Rotice: “Sono stato un sindaco di rottura”
“Apprendo da notizie di stampa che 14 consiglieri hanno firmato per lo scioglimento del Consiglio comunale – ha scritto l’ormai ex sindaco -. Dal canto mio mi sento di dire grazie Manfredonia. È stato un onore poter essere il sindaco della città in cui sono nato e cresciuto ed essere stato al servizio dei cittadini. Grazie a quegli assessori, consiglieri comunali, dirigenti e dipendenti comunali che con lealtà e dedizione hanno collaborato al mio fianco sino all’ultimo istante in questa difficile esperienza, che nonostante tutto, terrò tra quelle più importanti della mia vita.
Abbiamo scalato una montagna a mani nude nel pieno di una tempesta. Le difficoltà non ci hanno intimorito e più di qualche risultato resterà nella storia di Palazzo di Città ed il futuro ce ne darà merito.
Sono stato un sindaco che sin dal primo giorno ha rinunciato interamente alla sua indennità per destinarla alle fragilità sociali (circa 50mila euro l’anno), ad ogni tipo di rimborso (muovendomi con la mia auto personale) e riducendo staff (da cinque a una unità) e consulenze. Non sono un politico di professione e non ho intrapreso questo percorso da sindaco per diventarlo.
Il mio orizzonte è sempre stato il bene comune e non aspetti elettoralistici e/o di altra natura economica o di mantenimento di atavici equilibri.
Sono stato un sindaco di rottura, ho scoperto i coperchi di troppe pentole, sono stato troppo con la schiena dritta. Lo so e non me ne pento. Vado a casa a testa alta. Manfredonia aveva bisogno di discontinuità e energie nuove per ripartire davvero, evidentemente non era l’obiettivo principale e l’interesse anche di qualcuno a me vicino.
Sono stato oggetto di una continua campagna mediatica diffamatoria per cercare di intimorirmi ed indebolirmi su determinati fronti, rispetto ai quali sono andato comunque sino in fondo. Lasciamo una bella eredità di progettualità ed opportunità a chi verrà.
Con caparbietà e con scelte impopolari, siamo venuti a capo di diverse ed ingarbugliate questioni amministrative che affannavano l’operatività della tecnostruttura. Un Comune in riequilibrio finanziario per 30 milioni di euro fino al 2046 e che ereditava un commissariamento per scioglimento per mafia.
Non era facile, e non è stato facile, ma ce l’abbiamo messa tutta, buttando il cuore oltre l’ostacolo, dedicando instancabilmente lunghe giornate per trovare le soluzioni migliori ai numerosi problemi dentro e fuori gli uffici di Palazzo di Città.
Non ho nulla da recriminare sul mio operato, ma tante cose da raccontare ai cittadini. Lo farò presto con la mia solita schiettezza e semplicità. Andare a casa per un patto tra chi è al governo e le forze di opposizione è innaturale, ma forse è uno degli episodi più “normali” tra quelli accaduti. Grazie Manfredonia, grazie di cuore a tutti quei cittadini che hanno mostrato tutto il loro affetto e sostegno in questi due anni a servizio della mia città”. (In foto, i consiglieri di minoranza e Rotice; sullo sfondo, il Comune)













