Un festival musicale sulle fragilità giovanili si è svolto ieri sera a Foggia nella struttura di parcocittà, dedicato alla memoria di una delle tante giovani vittime di atti di bullismo, Marco Ferrazzano, il 29enne foggiano morto suicida nel 2021. Per questa vicenda è in corso nel tribunale di Foggia un processo a carico di cinque giovani accusati a vario titolo di atti persecutori aggravati dal bullismo, cyberbullismo, truffa e diffamazione. Tantissimi giovani presenti alla settimana edizione di “non può finire mai” che ha visto l’esibizione di numerosi artisti e la consegna di una targa al padre del ragazzo scomparso.
“Marco era nei luoghi in cui ci troviamo ora quando è stato bullizzato, ha spiegato Pio Giorgio Di Leo, responsabile provinciale associazione Penelope, (che si occupa dei casi di persone scomparse) nonché legale della famiglia Ferrazzano. Faremo di tutto affinchè nessuno resti impunito. La società è notevolmente peggiorata nel corso degli ultimi anni e molti reati come questi che si configurano nella vicenda di Marco vengono amplificati dall’uso scorretto e pericoloso del web”, ammonisce Di Leo. (Ansa).













