Qualche decina di cittadini ha accolto l’invito di associazioni e movimenti per il dibattito sulla città “Foggia al centro” in Piazza Giordano venerdì sera. C’è voglia di partecipazione nel capoluogo che da due anni è sciolto per infiltrazioni mafiose. In tanti vogliono socializzare disservizi e proposte per la città.
Se i membri de “La Società Civile” si sono concentrati sul ruolo di Amiu Puglia e Pasquale Cataneo sulle questioni più squisitamente trasportistiche, l’ex parlamentare Rosa Menga ha evidenziato le lacune di Foggia sul fronte dei giovani e dei bambini. La città ha solo 3,4 metri quadrati di verde attrezzato a fronte di una media nazionale pari a 7,5 metri quadrati.
Ancora più sconfortante il dato dei giardini scolastici: 2,7 metri quadrati a Foggia contro gli 11 metri quadrati del resto d’Italia. Insomma, la didattica per bambini e ragazzi si svolge solo al chiuso. Con grave danno per gli indici sportivi. Drammatico pure il dato sugli asilo nido: solo il 7 per cento delle famiglie accedono a strutture comunali contro il 14 per cento della media nazionale. “L’evidenza è che questa città sarà morta. Se vogliamo reinnamorarci dobbiamo impegnarci”, ha concluso Menga.
Critico anche Luciano Beneduce, portavoce del contenitore Comunità Politica. “Più di 200 persone hanno risposto al nostro appello, credono in una visione e in un sogno di trasparenza e partecipazione. Vogliamo attuare una comunità monitorante, un grande fratello collettivo che controlla delibere e fatture. Siamo convinti che se siamo trasparenti attiriamo più fondi. Il disastro Landella insieme ad alcuni atti della commissione hanno rappresentato la negazione della trasparenza e della partecipazione”.
Molto articolato il discorso del commerciante Alessio Lusuriello, presidente dell’associazione Libertà Civile, attiva soprattutto a livello culturale. “Si potrebbero dire tante cose per il commercio che è attraversato da problemi macro e micro economici. Il neoliberalismo è stato devastante, ai tempi dei nostri nonni per fare il commerciante bisognava avere la licenza, che manifestava l’amore per il mestiere. Oggi chiunque può aprire strutture medie o grandi. Alcuni partiti parlano di rigenerazione urbana dopo 20 anni. E 10 anni fa dove erano quando a Via Arpi si istituì la Ztl senza alcun piano di decoro urbano? Io c’ero a Via Arpi, oggi la strada simbolo di Foggia vive il più totale degrado. È morta. Sono partiti i saldi e i negozi sono semivuoti. Perché? Semplice. Il decoro, la nettezza urbana e la legalità invogliano i consumatori. Dalla provincia non vengono a Foggia perché hanno paura di vedere le loro auto rubate. Dov’erano i politici quando si impediva l’installazione delle telecamere di videosorveglianza? Non tutti i cittadini sanno del Duc, che mette a disposizione risorse per decoro e illuminazione. Su 99 Comuni pugliesi Foggia non ha presentato il bando. La prossima volta che andremo alle urne ricordiamoci che il tempo della pacca sulla spalla e dei 50 euro è finito così come quello delle promesse di lavoro. Non ci sono realtà che assumono a Foggia”, ha evidenziato il commerciante che ha chiosato con Seneca. “La fortuna non esiste, esistono le competenze che si mescolano con le opportunità”.













