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Home - Accusato di minacce a sindaco di Mattinata, assolto poliziotto dopo lungo processo. “Sono stati anni difficili”

Accusato di minacce a sindaco di Mattinata, assolto poliziotto dopo lungo processo. “Sono stati anni difficili”

Di Redazione
20 Febbraio 2023
in Cronaca
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Assoluzione per Bartolomeo D’Apolito, ispettore di polizia del commissariato di Manfredonia, denunciato anni fa dall’ex sindaco di Mattinata Michele Prencipe. L’agente è stato processato, per sette lunghi anni, con l’accusa di violenza privata aggravata dall’aver commesso il fatto contro un pubblico ufficiale. “Il fatto non sussiste”, la motivazione della giudice Tavano.

Della questione l’Immediato se ne è occupato ampiamente in passato. Il primo cittadino, in sede di denuncia, parlò ai carabinieri di uno “strano avvicinamento” da parte di D’Apolito il quale, il 18 agosto 2015 gli chiese un appuntamento a poche ore da un’importante riunione comunale nell’ambito della quale Prencipe avrebbe comunicato la revoca della delega assessoriale al figlio dell’ispettore, Raffaele D’Apolito e alla cugina Valentina Ricucci.

L’ispettore contattò telefonicamente il sindaco riferendogli che aveva necessità di parlargli di persona di argomenti di natura riservata. Prencipe accettò l’invito ma, forse insospettito, registrò la conversazione con il suo smartphone. I due si incontrarono presso un distributore di carburanti sulla SS89 tra Mattinata e Vieste dove l’ispettore articolò una serie di discorsi che il sindaco intese correlati alla sua decisione di rimpiazzare il figlio in giunta. Ma nel corso del lungo processo non sono emersi collegamenti tra il colloquio con il primo cittadino dell’epoca e la posizione nell’amministrazione comunale del figlio di D’Apolito.

“Tra gli aspetti positivi di questo processo – ha riferito il legale del poliziotto a gazzetta del mezzogiorno – vi è certamente quello gratificante di sapere che alla fine di un dibattimento molto agguerrito e complicato, sia stata accertata la verità dei fatti e restituita piena dignità ad un leale servitore dello Stato. Non va altresì sottaciuta la circostanza che la denuncia ad un ispettore di Polizia sia stata proposta da un sindaco la cui amministrazione è stata sciolta per mafia e che è stato dichiarato incandidabile”.

“Ho servito lo Stato per 40 anni – ha invece detto l’agente – e non potevo non avere fiducia nella giustizia, ma sono stati anni difficili per me e per la mia famiglia che non ha mai cessato di farmi sentire il suo supporto. Devo ringraziare i miei superiori e quei colleghi che in questi anni hanno continuato, nonostante tutto, a credere nella mia innocenza. L’unico rammarico è quello di non aver ottenuto l’assoluzione prima di andare in pensione. Il rammarico più grande è quello di non aver potuto condividere questo giorno con mio padre che, nel corso del giudizio, è venuto a mancare. Gli avrei voluto restituire la serenità che ci è stata sottratta quando questa storia è iniziata”.

Tags: D'Apolito
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