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Home - “A Cerignola assetti mafiosi solidi e collaudati”. La preoccupazione del sindaco Bonito dopo la relazione della Dia

“A Cerignola assetti mafiosi solidi e collaudati”. La preoccupazione del sindaco Bonito dopo la relazione della Dia

Di Redazione
3 Ottobre 2022
in Politica
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“Grazie a un modus operandi sempre più complesso e sofisticato, la mafia cerignolana si è
subdolamente infiltrata e mimetizzata nei più importanti segmenti economico- finanziari,
affermandosi su tutto il territorio nazionale e superando anche i confini italiani”. Il sindaco di Cerignola Francesco Bonito cita un passaggio della relazione della Dia (secondo semestre 2021) per tornare sul tema della lotta ai clan della Capitanata.

“Il consenso sociale della Quarta Mafia è più forte delle bombe utilizzate per far esplodere saracinesche o più convincente perfino delle armi utilizzate per estorcere denaro – commenta Bonito all’indomani della pubblicazione del report -. Ho letto con attenzione la relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, soprattutto nella parte relativa alla cosiddetta ‘zona grigia’ che determina la borghesia mafiosa, e al di là degli scioglimenti dei consigli comunali dei centri economici più importanti della Capitanata, ciò che deve allarmare l’intera classe politica, chiamata quotidianamente ad affrontare il rischio infiltrazione, è il forte consenso sociale dei gruppi criminali sui territori. Un consenso così ampio da rendere la mafia un oggetto sconosciuto, lontano dai radar dell’opinione pubblica ormai assuefatta ad una gerarchia formatasi a colpi di violenza e intimidazioni”. 

Bonito

Secondo Bonito “se la percezione del fenomeno mafioso diventa più concreta quando ci si ritrova di fronte a spietate faide interne tra clan, come succede a San Severo o a Foggia, il sentimento dell’antimafia si affievolisce in presenza di organizzazioni più subdole, silenti e ben mimetizzate nel circuito economico dei territori. Secondo la Dia, ad esempio, a Cerignola la malavita ‘rappresenta l’unica realtà capace di non subire ripercussioni sotto l’aspetto degli equilibri interni’: significa che ci troviamo di fronte ad assetti solidi, collaudati, sofisticati”. 

“Il ruolo della politica e della mia amministrazione, che cerca di tenere alta l’attenzione su un fenomeno purtroppo determinante nelle dinamiche economiche dell’intera provincia – prosegue il primo cittadino -, è quello di accendere i riflettori su temi così complessi. Non aiuta, e non siamo aiutati in questo, da un atteggiamento di una classe politica – trasversalmente – spesso distratta, che in un caso ha utilizzato la pressione criminale sulla città solo in campagna elettorale o che in alcuni casi non ha mai sfiorato l’argomento o che, peggio ancora, palesemente nega l’esistenza delle batterie criminali che soffocano le nostre economie. Atteggiamenti, questi, che confondono il cittadino e relegano a puro chiacchiericcio un tema che dovrebbe essere compattamente condiviso”. 

Bonito ricorda che “lo Stato ha incrementato l’attenzione sul nostro territorio, ma l’avanzata dei negazionisti che quotidianamente portano avanti teorie per accaparrarsi qualche voto in un ipotetico futuro è un dato da non sottovalutare nel nostro territorio. Strizzare l’occhio ai malavitosi, col silenzio o con la negazione, è una pratica indegna e pericolosa per chi si candida a governare una comunità. Sarebbe bello se la politica, pur conservando le proprie naturali differenze, diventasse un corpo unico rispetto a certi temi. Sarebbe bello se, una volta al mese, a turno, ogni città di Capitanata ospitasse in corteo i rappresentanti dello Stato con le scuole, le associazioni, le realtà sportive, la Chiesa per esprimere un costante rifiuto della logica criminale imponendo un sistema di valori basato sul rispetto delle regole e sulla legalità”. 

Poi conclude: “La parte sana della nostra provincia ha bisogno di essere stimolata, incoraggiata, coinvolta, responsabilizzata e soprattutto ha necessità di essere messa al centro del nostro agire quotidiano, affinché la narrazione mafiosa sia controbilanciata da un nuovo consenso sociale da parte dei cittadini che si ribellano all’oppressione, palese o silente, dei clan”.

Tags: mafia Cerignola
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