La Cittadella della Giustizia di Foggia resta una priorità per il territorio e può contare sui 70 milioni di euro già stanziati dal Governo Conte II. È quanto ribadiscono la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone, e l’europarlamentare Mario Furore, che hanno incontrato la presidente del Tribunale di Foggia, Beatrice Notarnicola, per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto e sulle principali esigenze del sistema giudiziario foggiano.
“Opera strategica per il territorio”
Secondo gli esponenti pentastellati, la realizzazione della Cittadella rappresenta un investimento fondamentale per rendere il sistema giudiziario più efficiente e moderno.
“Continueremo a seguire con la massima attenzione l’iter del progetto”, dichiarano Barone e Furore, definendo l’incontro con la presidente del Tribunale un confronto utile per verificare lo stato di un’opera considerata strategica per la provincia di Foggia.
I due rappresentanti del M5S ricordano inoltre che restano disponibili i 70 milioni di euro stanziati durante il Governo Conte II, risorse che attribuiscono al lavoro svolto negli anni dagli allora parlamentari pentastellati Carla Giuliano e Marco Pellegrini.
Per Barone e Furore la Cittadella della Giustizia non rappresenta soltanto una nuova infrastruttura, ma un investimento destinato a migliorare la qualità dei servizi e a rafforzare la presenza dello Stato, offrendo a magistrati, personale amministrativo, avvocati e cittadini strutture moderne, sicure e funzionali.
L’appello per il nuovo prefetto
Nel corso dell’intervento i rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno affrontato anche il tema della guida della Prefettura di Foggia, destinata a rimanere vacante dopo il pensionamento del prefetto Paolo Giovanni Grieco.
“Continueremo a sollecitare il Ministero dell’Interno e il Governo affinché venga nominato al più presto un prefetto titolare per Foggia”, affermano Barone e Furore.
Secondo i pentastellati, in un territorio che continua a confrontarsi quotidianamente con le sfide della legalità e della sicurezza, è necessario evitare ritardi nelle nomine e garantire istituzioni pienamente operative e una presenza sempre più forte dello Stato.











