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Home - Ai frutti di mare ci pensava il figlio del boss, le barche erano al suo servizio. “Rondini” per il controllo mafioso del porto

Ai frutti di mare ci pensava il figlio del boss, le barche erano al suo servizio. “Rondini” per il controllo mafioso del porto

Di Francesco Pesante
1 Luglio 2022
in Inchieste
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“A Manfredonia eravamo sei o sette aziende come la mia. A parte Michele Lombardi, Marittica, un poco Croce, mi ricordo io, e poco e niente Martello, poi tutto il resto facevano solo pesce. Tutte le barche e tutti i sub vendevano a Lombardi. Il 90 per cento lo davano a lui”. Così Antonio La Selva detto “Tarzan” nell’aula bunker di Bitonto durante l’incidente probatorio per “Omnia Nostra”, maxi operazione antimafia del dicembre 2021. L’uomo, commerciante ittico della “Primo Pesca srl”, ha ricostruito il sistema mafioso del clan Lombardi davanti ai pm della DDA e al nutrito collegio difensivo. Al centro della deposizione, il ruolo del boss Matteo Lombardi alias “A’ Carpnese” ma anche quello del figlio Michele “U’ Cumbarill” e di altri elementi apicali come Pasquale “Fic secc” Ricucci, ammazzato nel novembre 2019 e Pietro La Torre detto “U’ Muntaner” o “U’ figlie du poliziot”, fedelissimo dei capi.

Lombardi junior avrebbe dettato legge per anni, convincendo con la forza i pescatori, e persino i sub, a conferire pesci e frutti di mare esclusivamente alla sua azienda “Marittica”, poi colpita da interdittiva antimafia. Il controllo capillare del porto da parte di Lombardi si sarebbe concretizzato anche grazie a suoi complici: “Pasquale Lebiu aveva un compito, mi ricordo – le parole di La Selva -. Era tipo la rondine sul porto, in pratica lui girava 24 ore su 24 sul porto, vedeva tutto quello che succedeva sul porto, se c’era qualcosa che non andava lui avvisava Michele Lombardi”.

E ancora, incalzato dal pm: “Faceva tipo il caricatore e scaricatore dei sub però, quando non c’erano i sub, girava sul porto, cioè negli orari clou che si sa che le barche scaricano, i sub scaricano, lui era là attento a tutto. Qualsiasi spostamento qualcuno faceva strano, avvisava Lombardi e Lombardi andava sul porto”.

Botte a chi osava vendere frutti di mare per conto proprio oppure ai sub che pescavano senza l’ok del giovane boss. “G.T. ha una bancarella di frutti di mare situata nei pressi dell’uscita del porto di Manfredonia. Venne picchiato pure lui da Michele Lombardi. Sempre per il solito problema, che i frutti di mare li doveva comprare da lui e non sulle barche direttamente perché comprandoli sulle barche risparmiavi la 20, la 30 euro, insomma”.

La Selva si trovò ben presto sotto lo schiaffo di Matteo Lombardi, boss indiscusso del clan e padre di Michele. Il pentito lo conobbe attraverso Pasquale Ricucci, il capomafia ucciso nel novembre 2019. “Fic secc” fu il primo ad allungare i tentacoli sull’azienda del collaboratore di giustizia: “Venne in azienda e mi disse: ‘Questo è il mio compare, qualsiasi cosa vuole mettiti a disposizione’. Poi Matteo Lombardi aveva preso la situazione nelle mani per quanto riguarda la tangente. Disse: ‘Da quest’anno i pagamenti li dovete fare a me, i 2mila euro al mese’“. Soldi da aggiungere ai 1500 euro mensili che La Selva era già costretto a versare a Mario Scarabino, zio di Ricucci, ingaggiato nella “Primo Pesca srl”.

In seguito ad alcune problematiche economiche, La Selva chiese al boss Matteo Lombardi di pazientare un po’ per ottenere i soldi del pizzo. “Lui disse: ‘Entro massimo dieci o quindici giorni, una settimana’, mo non ricordo bene, ‘dovete darmi questi soldi’ e se ne andò. lo parlai con Zino, dissi a Zino: ‘Parlaci tu che ci dà un po’ più di tempo’ e Zino disse: ‘Stava qua ma perché non ce lo dicevi tu?’ e fini là. Il dopo una settimana, preoccupato, chiamai Gibilisco (il titolare dell’azienda, ndr) e dissi a Gibilisco: ‘Gibilisco, hai dato i soldi a Matteo?’ e Gibilisco mi disse: ‘No, gli ho dato 3 e mille e 500’, in pratica erano rimasti ancora da dare 17mila euro e mi disse all’epoca: ‘Devo chiudere la dichiarazione dei redditi dell’anno scorso, chiudiamo la dichiarazione dei redditi e poi vediamo come soddisfare loro’. Subito dopo la dichiarazione dei redditi in due o tre mesi abbiamo mantenuto i fornitori, abbiamo preso dove potevamo e abbiamo accontentato loro“. (In alto, Matteo e Michele Lombardi; a destra, La Selva; sullo sfondo, il porto di Manfredonia)

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Tags: frutti di mare
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