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Home - Mafia, quando la politica fa la morale ma dimentica il passato. Zingariello e Prencipe, c’eravamo tanto amati

Mafia, quando la politica fa la morale ma dimentica il passato. Zingariello e Prencipe, c’eravamo tanto amati

Di Francesco Pesante
10 Dicembre 2019
in Politica
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Negli ultimi giorni è tornato a parlare l’ex sindaco di Manfredonia, Gaetano Prencipe; primo cittadino dal 1995 al 2000. Prencipe ha preso le distanze dal fenomeno mafioso, condannando fermamente la criminalità garganica, al centro dello scioglimento dei comuni di Monte Sant’Angelo, Mattinata e ora Manfredonia. L’avvocato sipontino è intervenuto durante un incontro sulla legalità organizzato presso il palazzo vescovile. Ha trattato vari argomenti, soffermandosi sull’inadeguatezza della politica e sullo scarso rispetto delle regole da parte delle amministrazioni. 

L’ex sindaco si è infine addentrato su una breve descrizione della mafia garganica, “capace di unire modernità e modi arcaici”, quasi una riproposizione integrale dei termini utilizzati in più occasioni dal pm della DDA, Giuseppe Gatti.

Una sorta di morale, quella di Prencipe, che però sembra stridere rispetto al suo passato. Fu proprio lui a godere del sostegno alle Primarie Pd del 2014 di Salvatore Zingariello, ex vicesindaco finito al centro della relazione di scioglimento per mafia del Comune di Manfredonia per via dei suoi stretti rapporti con Giovanni Caterino, basista della strage di San Marco in Lamis del 2017.

Come ormai noto, i commissari hanno messo sotto esame proprio quel periodo politico, analizzando le Amministrative 2015 che incoronarono ancora una volta Angelo Riccardi. Prima della vittoria elettorale, il sindaco uscente sconfisse Prencipe al termine delle affollatissime Primarie di centrosinistra (votarono oltre 12mila persone).

Durante la campagna elettorale fu molto chiacchierato l’appoggio di Zingariello a Prencipe: con lui c’erano anche altri volti noti del Pd sipontino, tra questi Franco Ognissanti, Damiano D’Ambrosio e Franco La Torre, tutti contrari ad un Riccardi-bis. Zingariello fu comunque campione di preferenze alle elezioni con 1112 voti, frutto anche del sostegno di Prencipe. Un risultato eclatante festeggiato in un noto locale insieme allo stesso Giovanni Caterino con il quale Zingariello compare abbracciato in alcune foto. Nelle immagini anche l’ex consigliere regionale Ognissanti. Scatti pubblicati nella relazione prefettizia e anticipati in esclusiva da l’Immediato molti mesi fa.

Oggi Prencipe assieme a una nuova élite che ultimamente si sta formando anche grazie all’apporto del nuovo vescovo Moscone, sulla scia dei professionisti dell’antimafia, punta il dito contro l’amministrazione sciolta per infiltrazioni criminali, dimenticando certe alleanze e alcune operazioni politiche. E soprattutto prova a smarcarsi rispetto a problemi atavici, un po’ come il suo successore nel 2000, Paolo Campo, anche lui affrettatosi a prendere le distanze da quanto successo nella sua Manfredonia.
E la mafia di cui parlano i due ex primi cittadini? Era già molto attiva e sanguinaria durante il loro mandato. La faida tra i clan di Manfredonia, Mattinata e Monte Sant’Angelo ha radici molto lontane (fine anni ’70), così come i condizionamenti criminali nel mondo politico ed economico di tutto il Gargano ma la legge sulle infiltrazioni mafiose fu varata solo successivamente al periodo in cui Prencipe indossava la fascia tricolore. (In alto, da sinistra, La Torre, Prencipe, Zingariello e Ognissanti durante la campagna elettorale per le Primarie Pd; nei riquadri in alto, Prencipe, Campo e Moscone)
Tags: mafiaManfredoniaprencipeZingariello
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