Dopo l’esecuzione delle undici misure cautelari disposte dal gip di Potenza nell’ambito dell’inchiesta su assalti ai bancomat, rapine e furti d’auto tra Basilicata e provincia di Foggia, emergono ora i nomi dei destinatari dei provvedimenti e un elemento che conferma un quadro già emerso negli ultimi mesi: tra gli indagati figurano ancora una volta giovani già finiti al centro di altre indagini per colpi analoghi, con al vertice del gruppo il ventenne Ivan Ameri, considerato dagli investigatori il punto di riferimento della presunta banda.
Il nome di Ameri non è nuovo alle cronache giudiziarie. Il giovane di Borgo Mezzanone era stato infatti arrestato il 27 gennaio e nuovamente il 5 giugno scorso nell’ambito di altre inchieste che lo vedevano sospettato di appartenere a una “banda della marmotta”, specializzata negli assalti esplosivi agli sportelli bancomat nel Foggiano e fuori regione. Anche questa volta, secondo l’accusa, sarebbe tra i protagonisti dell’assalto alla filiale Bper di Lavello del 6 marzo 2025.
Le misure cautelari
Il gip Michela Tiziana Petrocelli ha disposto il carcere per Ivan Ameri e per Giovanni Di Gennaro, 26enne di Carapelle.
Ai domiciliari con braccialetto elettronico sono finiti Antonio Pio Aghilar, 22 anni, di Foggia, Simone Ameri, fratello ventiduenne di Ivan, e Nicola Salvatore Gervasio, 20 anni, di Orta Nova.
Obbligo di dimora, invece, per Andrea Agnelli, Giuseppe Brattoli e Michele Pio Capotosto, tutti di Carapelle, oltre ai foggiani Luca Leonardo Carlino, Davide Pignataro e Donato Pignatiello, quest’ultimo anche con obbligo di firma quotidiano.
Una banda di giovanissimi
Colpisce l’età degli indagati: quasi tutti hanno tra i 20 e i 29 anni. Secondo la ricostruzione della Procura di Potenza, il gruppo avrebbe operato tra Basilicata e Capitanata mettendo a segno assalti ai bancomat con l’utilizzo delle cosiddette “marmotte”, rapine e numerosi furti di autovetture.
L’inchiesta riguarda complessivamente l’assalto al bancomat della Bper di Lavello, dal quale sarebbero stati sottratti oltre 22mila euro, la rapina al bar-tabacchi “Area Food” di Melfi, con un bottino tra contanti, sigarette e “Gratta e Vinci” superiore ai 26mila euro, oltre a tredici episodi di furto o tentato furto di auto.
Le indagini tra celle telefoniche e impronte
Gli investigatori sono risaliti ai presunti componenti della banda attraverso una lunga attività tecnica basata sull’analisi dei tabulati telefonici e telematici, che avrebbe collocato le utenze degli indagati nelle aree dei colpi. Nel fascicolo compare anche un’impronta digitale attribuita a Simone Ameri, rinvenuta su un sacchetto recuperato dopo la rapina di Melfi.
L’impressione, leggendo gli atti dell’inchiesta, è quella di un gruppo stabile di giovani provenienti principalmente da Borgo Mezzanone, Foggia, Carapelle e Orta Nova, già emersi in altre indagini degli ultimi mesi e ritenuti dagli investigatori protagonisti di una nuova stagione di assalti esplosivi agli sportelli bancomat tra Puglia e Basilicata.









