Un importante riconoscimento internazionale premia la ricerca dell’Università di Foggia nel campo dell’intelligenza artificiale applicata alla sanità. Uno studio realizzato dal gruppo di Ingegneria Informatica dell’ateneo dauno ha infatti conquistato il Best Paper Award della rivista scientifica internazionale Applied Sciences, premio assegnato ogni anno ai dieci lavori ritenuti più significativi per qualità scientifica, originalità e impatto.
Lo studio, intitolato “Exploring the Impact of Artificial Intelligence on Healthcare Management: A Combined Systematic Review and Machine-Learning Approach”, è stato coordinato dal professor Agostino Marengo presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria (Dafne), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche e il Dipartimento di Economia dell’Università di Foggia.
Come l’intelligenza artificiale può cambiare la sanità
La ricerca nasce con l’obiettivo di comprendere in che modo l’intelligenza artificiale stia trasformando la gestione delle strutture sanitarie, prendendo in esame il periodo compreso tra il 2019 e il 2023, segnato anche dall’emergenza pandemica da Covid-19.
Più che concentrarsi sulle applicazioni cliniche, i ricercatori hanno analizzato gli effetti dell’IA sull’organizzazione degli ospedali, sulla governance dei sistemi sanitari e sui processi decisionali.
Secondo lo studio, l’intelligenza artificiale può contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza ai pazienti, ottimizzare l’utilizzo delle risorse umane ed economiche, rafforzare la sicurezza informatica e la protezione dei dati sensibili, oltre a supportare la gestione delle emergenze sanitarie.
Premiato l’approccio innovativo della ricerca
A convincere la giuria internazionale è stato soprattutto il metodo utilizzato dagli studiosi foggiani, che hanno integrato una revisione sistematica della letteratura scientifica con algoritmi di machine learning e strumenti di Explainable AI, l’intelligenza artificiale “spiegabile”.
In particolare è stata utilizzata la tecnica SHAP, che consente di comprendere il peso delle diverse variabili nelle decisioni elaborate dagli algoritmi predittivi, superando il problema delle cosiddette “scatole nere”, spesso difficili da interpretare anche per gli stessi sviluppatori.
L’obiettivo è rendere l’intelligenza artificiale più trasparente e affidabile, soprattutto in un settore delicato come quello sanitario.
Le opportunità e le sfide ancora aperte
Dall’analisi emerge che l’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento prezioso per aumentare l’efficienza operativa degli ospedali e supportare dirigenti e amministratori nelle decisioni strategiche, consentendo una migliore allocazione delle risorse e una risposta più rapida alle situazioni critiche.
Gli autori evidenziano però anche alcune questioni ancora aperte. Tra queste figurano la tutela della privacy dei pazienti, gli aspetti etici legati all’automazione delle decisioni, il rischio di bias algoritmici in grado di generare discriminazioni involontarie e la necessità di formare adeguatamente il personale sanitario per un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie.
Lo studio propone quindi una vera e propria roadmap per un’adozione responsabile dell’intelligenza artificiale nella sanità, offrendo indicazioni utili ai decisori pubblici, ai professionisti del settore e ai ricercatori.
Un riconoscimento alla ricerca dell’Ateneo foggiano
Il premio ottenuto conferma il crescente ruolo della ricerca italiana nel campo dell’intelligenza artificiale applicata alla sanità e valorizza un progetto fortemente interdisciplinare, nato dalla collaborazione tra competenze informatiche, mediche ed economiche.
Un risultato che rafforza anche il profilo scientifico dell’Università di Foggia in uno dei settori destinati a incidere maggiormente sull’evoluzione dei sistemi sanitari nei prossimi anni.












