Due ex agenti dei servizi segreti italiani agli arresti domiciliari, altre cinque persone indagate – tra cui quattro militari – e un’inchiesta che ipotizza un’attività di spionaggio a favore della Russia attraverso il passaggio di informazioni riservate e segreti di Stato. Nell’indagine, coordinata dalla Procura e condotta dal Ros dei carabinieri nell’ambito di un’operazione di controspionaggio, compaiono anche tre pugliesi: i foggiani Davide Piantanida, 46 anni, e Gianluca Nardella, 47 anni, oltre al barese Giuseppe Tempesta, 55 anni.
Due ex 007 ai domiciliari
Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per Gavino Raoul Piras, 59 anni, originario della Sardegna, e per Vincenzo Di Pasquale, di Matera. Secondo gli investigatori, sarebbero loro le figure centrali della presunta rete di spionaggio.
Gli altri cinque indagati sono accusati, a vario titolo, di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico o militare e rivelazione di segreti di Stato e di notizie.
Oltre ai due foggiani e al barese Tempesta, risultano iscritti nel registro degli indagati anche Antonio Guerra, 69 anni, originario di Bari, e il messinese Sergio Romeo, 57 anni.
Pizzini e buste di denaro durante gli incontri
Secondo quanto emerso dalle indagini, le informazioni riservate sarebbero state consegnate attraverso un sistema tanto semplice quanto discreto: piccoli biglietti manoscritti, i cosiddetti “pizzini”, scambiati durante incontri in luoghi pubblici, come bar e parchi.
In cambio dei documenti, un ex agente dei servizi italiani avrebbe ricevuto dagli 007 russi buste contenenti circa 4 mila euro in contanti.
Gli investigatori del Ros avrebbero documentato diversi incontri con riprese video che mostrerebbero gli scambi dei biglietti tra i soggetti coinvolti.
L’inchiesta partita da una segnalazione
L’attività investigativa sarebbe iniziata oltre un anno fa in seguito a una segnalazione che ha fatto scattare un’operazione di controspionaggio.
Per gli inquirenti, il principale referente nei rapporti con il presunto agente russo sarebbe stato il sardo Gavino Raoul Piras, che avrebbe curato i contatti e gli incontri.
L’indagine è ancora in corso e mira ad accertare l’effettiva portata della rete e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.
Crosetto: “Nemici esterni e traditori interni”
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha definito quanto emerso “la punta di un iceberg gigantesco”.
Secondo il ministro, il caso dimostrerebbe l’esistenza di “nemici esterni e traditori interni pronti a vendere la propria nazione per soldi, potere o interesse personale”, sottolineando la gravità delle ipotesi investigative e la necessità di mantenere alta l’attenzione sui fenomeni di spionaggio internazionale.










