Confcooperative Sanità Puglia chiede un cambio di rotta nella gestione delle cure domiciliari in Puglia e sollecita la Regione a ritirare la gara d’appalto indetta dalla Asl Brindisi, puntando invece su un sistema basato sull’accreditamento degli erogatori. È l’appello rivolto al presidente della Regione Antonio Decaro e all’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia, ai quali viene chiesto un intervento urgente per superare quella che l’associazione definisce una situazione di incertezza amministrativa che interessa l’intero territorio regionale.
La richiesta: ritirare il bando e approvare il regolamento
Secondo Confcooperative Sanità Puglia, il problema non riguarda esclusivamente la procedura di gara avviata dalla Asl Brindisi, né le proroghe tecniche adottate dall’azienda sanitaria, ma nasce dalla mancata approvazione, da oltre due anni, del regolamento regionale previsto dalla normativa nazionale e dall’Intesa Stato-Regioni del 4 agosto 2021 sull’autorizzazione e l’accreditamento delle cure domiciliari integrate e palliative. L’assenza di questo quadro normativo, sostiene l’associazione, costringe le aziende sanitarie pugliesi a ricorrere a soluzioni temporanee e non omogenee. Se alcune Asl hanno continuato attraverso proroghe, la Asl di Brindisi ha scelto di avviare una nuova procedura di gara, decisione che Confcooperative definisce “incomprensibile”.
“Superare definitivamente la logica degli appalti”
L’associazione propone di abbandonare il sistema degli appalti per l’assistenza domiciliare e di adottare un modello fondato sull’autorizzazione all’esercizio, sull’accreditamento istituzionale degli operatori e sugli accordi contrattuali, come già avviene in altre regioni italiane. Secondo Confcooperative Sanità Puglia, questo consentirebbe di realizzare un sistema più equo e trasparente, garantendo ai cittadini la possibilità di scegliere liberamente il soggetto erogatore tra quelli autorizzati e accreditati. “Dopo oltre due anni di interlocuzioni senza esiti concreti non servono nuovi tavoli preliminari, ma una decisione regolatoria chiara”, afferma l’associazione, sottolineando come soltanto l’approvazione del regolamento regionale possa consentire il ritiro in autotutela della gara in corso nella provincia di Brindisi e l’avvio di un nuovo sistema conforme alla normativa nazionale.
“È un problema regionale, non della sola Asl Brindisi”
Confcooperative invita inoltre a non attribuire le criticità esclusivamente alla Asl Brindisi o al singolo bando, evidenziando come la questione riguardi l’intero sistema pugliese delle cure domiciliari, ancora privo di un assetto stabile e uniforme. “L’assistenza domiciliare è un servizio essenziale per le persone fragili, anziane, non autosufficienti e per le loro famiglie”, conclude il presidente Raffaele Pio De Nittis. “Non può restare sospesa in una condizione di incertezza amministrativa. Servono regole chiare, qualità verificabile, pari condizioni per gli erogatori e libertà di scelta per i cittadini. È questa la strada per garantire cure domiciliari più giuste, trasparenti e realmente orientate ai bisogni delle persone”.













