Il Tribunale di Foggia ha assolto il 29enne Luigi Lanza, difeso dall’avvocato Claudio Caira, dall’accusa più pesante che gli era stata inizialmente contestata: tentato omicidio aggravato. I giudici, riunitisi in camera di consiglio, presidente Diella, hanno ritenuto insussistenti gli elementi probatori alla base dell’ipotesi accusatoria, cancellando una delle imputazioni centrali della vicenda giudiziaria che ha visto Lanza al centro di un presunto investimento volontario ai danni di Fabio Di Canio dopo un alterco e la fuga dell’imputato a bordo del proprio veicolo.
Il caso risale al 2022, quando Di Canio venne travolto da una Fiat 500X nei pressi di un maneggio a Foggia. Subito dopo il fatto, Lanza fu individuato come il presunto conducente della macchina e fermato dalla polizia. Nei verbali d’arresto si ipotizzava un investimento volontario, maturato all’interno di un contesto di rivalità pregressa, il presunto furto di una guaina nel cantiere edile di Lanza.
La ricostruzione e le contraddizioni
Tuttavia, come emerge dagli atti depositati nel fascicolo, l’impianto accusatorio ha iniziato a mostrare numerose lacune: mancanza di testimoni diretti, assenza di elementi certi sull’intenzionalità del gesto, e versioni discordanti tra le persone coinvolte. In particolare, i giudici hanno ritenuto che non fosse stata fornita alcuna prova concreta in grado di dimostrare che Lanza volesse colpire con volontà omicida la persona investita. Determinante anche la consulenza di parte del dottor La Porta per la difesa dell’imputato. Attraverso la perizia sull’auto è emerso che la persona ferita affiancò il mezzo dal lato del conducente e quindi non poteva mai essere investita frontalmente.
In buona sostanza, le lesioni riportate non possono essere automaticamente interpretate come effetto di un’azione dolosa anche in virtù dell’assenza di “condotte dirette in modo univoco a cagionare il decesso della vittima”. È stato inoltre rimarcato come non sia possibile attribuire “con certezza la piena consapevolezza del rischio letale” all’imputato.
Il Tribunale di Foggia, nelle settimane precedenti, aveva già revocato la misura della custodia cautelare in carcere, sostituendola con gli arresti domiciliari, proprio alla luce del ridimensionamento delle accuse.
L’assoluzione dall’accusa di tentato omicidio rappresenta un punto di svolta determinante per Luigi Lanza. Il collegio giudicante ha infatti chiarito che la dinamica non può essere letta come un’aggressione premeditata, ma piuttosto come un evento complesso e privo dei requisiti oggettivi e soggettivi del reato più grave.









