Va avanti il presidente della Provincia di Foggia e sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti, nonostante la sfiducia dei gruppi Con e PD. “Ottobre è vicino e noi ci saremo come gruppo alle regionali, vedremo cosa avranno da dirci i cittadini”, ha detto l’amministratore garganico nelle interviste alla stampa, dichiarandosi contrario alla incandidabilità dei sindaci al consiglio regionale. In Puglia, a differenza di Umbria ed Emilia Romagna, i sindaci devono dimettersi per entrare in lista in Regione. “Una difesa di postazioni di potere da parte degli eletti”, secondo Nobiletti.
Tutti presenti in Consiglio con una forte opposizione interna da parte di Pasquale Ciruolo e Leonardo Cavalieri su varie questioni, politiche e tecniche come la variazione di bilancio di 11 milioni di euro per la riqualificazione del Fioritto di San Nicandro.
“Figuriamoci se vogliamo limitare l’azione politica a favore dei cittadini sulla simpatia e sulla antipatia” è stata l’accusa di Ciruolo che ha lamentato ancora una volta il mancato coinvolgimento degli eletti provinciali.
Il presidente si è difeso con caparbietà: “Sembra che il sottoscritto si sia arroccato, si sia chiuso nella sua stanza, non aprendo a nessuno. Voi mentite sapendo di mentire, non è assolutamente vero, io ho sempre ricevuto tutti. Non è vero che chiamavo solo per convocare il consiglio, chiamavo anche per altre questioni. Ho chiamato il Partito democratico che ho aspettato per sette mesi non dando le deleghe. Ho aspettato sette mesi perché il Partito democratico doveva riflettere. La mia porta è stata sempre aperta, poi mi è stato intimato di non parlare con i consiglieri perché giustamente dovevo rapportarmi al segretario provinciale del PD. Ho provato a parlarci, ho provato anche ad andarci a pranzo ed è stato sempre molto complicato parlare con i dem. Cosa diversa con Con che aveva l’ufficio nella mia presidenza. Avevamo un rapporto quotidiano. Ci incontravamo tutti i giorni con i consiglieri, anche con Ciruolo che dice che non abbiamo mai parlato”.
Sulla sfiducia, Nobiletti ha chiarito che tecnicamente la sua presidenza non è a rischio e quindi resterà in carica fino al 2027. Poi ha aggiunto: “Non ho aspettato 7 mesi che il Partito democratico scendesse dall’Aventino per dare delle risposte ai sindaci e ai consiglieri. Mi sembra che abbiamo dialogato sulla scuola di Torremaggiore. La programmazione? Quando facevo i pre consigli spiegavo il bilancio. Programmazioni non ce ne sono tante, l’unico strumento di programmazione è quello del trasporto perché nel 2026 ci attende una gara per ridefinire il piano d’ambito. Ed è qualcosa da discutere nell’assemblea dei sindaci”.












