La Cia Puglia è orgogliosa di aver dato il là all’importante operazione del NOE, Nucleo Operativo Ecologico dello sversamento illegale di rifiuti provenienti dalla Campania nelle campagne del Foggiano e della BAT. Massimo Fragassi, responsabile dell’Ufficio legislativo di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, è più che soddisfatto. Lo abbiamo intervistato.
Fragassi, l’hanno sorpresa le ultime indagini o sono tardive?
CIA Puglia – e, nello specifico, l’Ufficio che dirigo – si occupano della questione dello sversamento di rifiuti in terreni agricoli privati dal 2020, anno dei primi, copiosi abbandoni, in particolare, negli agri di Capitanata. Sin dall’inizio, la nostra attività ha avuto due direttrici principali, volte all’obiettivo prioritario della tutela sia degli agricoltori sia dei territori direttamente danneggiati dal fenomeno: denunciare sistematicamente alle autorità di pubblica sicurezza, con dovizia di prove documentali e fotografiche, ogni sversamento illecito segnalato dagli associati CIA sull’intero territorio pugliese; supportare giuridicamente e legalmente i proprietari dei terreni interessati al riconoscimento del loro diritto – espressamente stabilito dal Codice dell’Ambiente e dalla giurisprudenza che lo attua – alla rimozione e allo smaltimento dei rifiuti ad opera dei Comuni nel cui agro quei terreni sono siti. Circa questa seconda direttrice, nel corso di questi anni, abbiamo prodotto dettagliati studi giuridici a sostegno delle nostre tesi e Linee Guida ad hoc per le amministrazioni comunali al fine ultimo della corretta applicazione della Legge. Per quanto concerne invece, nello specifico, l’operazione dei carabinieri del Noe e delle Procure, siamo stati comprovatamente i primi – e, per lungo tempo, i soli – ad individuare e segnalare formalmente – con denunce ed esposti alle autorità di p.s. e a quelle giudiziarie – la città di Salerno come l’epicentro delle necessarie investigazioni sul caso, poiché in tutti gli sversamenti analizzati, in primis quelli in agro di Cerignola e Stornara, avevamo individuato rifiuti speciali provenienti dalle Strutture dell’ASL di quel territorio da cui – di tutta evidenza – l’esigenza di investigare sulle aziende di smaltimento cui l’ASL si era legittimamente e in buona fede affidata per rimuovere e trattare i propri rifiuti.
Quanto la Cia è stata determinante per sbloccare pratiche e comportamenti non corretti?
Quello che in questa sede ci preme nuovamente sollecitare è l’intervento non più derogabile dei Comuni tuttora inadempienti all’obbligo di rimozione dei rifiuti – tanti, troppi – tuttora giacenti su un numero rilevante di terreni agricoli privati, mi riferisco in particolare a quelli siti negli agri di Cerignola e dei Cinque Reali Siti, salvo rivalersi – come previsto dalla Legge – sui mandanti e sugli autori degli abbandoni illeciti. CIA Puglia e l’Ufficio che dirigo sono ben consci delle difficoltà economiche in cui versano molte Amministrazioni comunali, ma ciò – come più volte affermato dalla stessa Corte di Cassazione – non può mai essere, nel caso di specie, motivo valido e sufficiente per disattendere ad un chiaro ed inderogabile obbligo di Legge. Al riguardo, è bene sottolineare che il Codice dell’Ambiente stabilisce che, ove i Comuni siano inadempienti, spetti alla Regione – in via sostitutiva – di rimuovere e smaltire i rifiuti su quei terreni. Per questo motivo, che è insieme giuridico e fattuale, CIA Puglia e l’Ufficio che dirigo hanno da tempo segnalato alla Regione Puglia l’esigenza di istituire un fondo ad hoc cui le amministrazioni comunali che abbiano correttamente e puntualmente posto in essere la procedura amministrativa di rimozione dei rifiuti ma non abbiano le risorse economiche necessarie per adempiere all’obbligo di legge possano legittimamente attingere. In definitiva, come meritoriamente dimostrato dall’operazione di ieri, lo sversamento illecito dei rifiuti nelle campagne è un problema “di sistema” che va affrontato e risolto dalle Pubbliche Amministrazioni interessate – siano esse i Comuni, la Regione ovvero le autorità di p.s. e quelle giudiziarie – con attività e strategie “di sistema”.













