“Dobbiamo essere vicini alle vittime, garantire un costante impegno. Alle volte le donne hanno difficoltà a denunciare, ma Celeste l’aveva fatto. E allora cosa non ha funzionato? Dobbiamo interrogarci sui motivi. Perché il braccialetto elettronico non ha funzionato? La nostra vicinanza deve essere anche un’attenzione alla cultura. Silenzio e violenza non devono restare tra le mura domestiche”. Così il sindaco di San Severo, Lidya Colangelo nel giorno dei funerali di Celeste Palmieri, uccisa dal marito Mario Furio che si è poi suicidato.
“Ci stringiamo ai figli. Mi hanno segnato le parole di perdono della figlia che ieri nella camera ardente ha detto di perdonare il padre dicendo che anche lui andava aiutato”.
I funerali si sono tenuti nella chiesa dell’Immacolata, a celebrare le esequie il vescovo Giuseppe Mengoli. La salma ha fatto ingresso nella chiesa stracolma di persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto ad una donna da tutti descritta come “perbene, discreta e solare”, mamma di cinque figli che sono sconvolti dal dolore assieme ai fratelli e all’anziana mamma della vittima, presenti in chiesa. Una corona di fiori con scarpette rosse è stata inviata dalle insegnanti e alunni della scuola frequentata da una delle figlie minorenni della donna. Un manifesto con le foto della 56enne e del suo papà scomparso è affissa all’ingresso della chiesa. “Il mio destino è di stare accanto a te – si legge in un ideale messaggio della 56enne rivolto a suo padre -. Con te vicino più paura non avrò. Arrivo papà”. Per la giornata odierna il sindaco ha proclamato il lutto cittadino.









