“La criminalità organizzata presente nell’Alto Tavoliere ha il suo fulcro nella città di San Severo ed è parcellizzata in una molteplicità di formazioni mafiose tra loro coesistenti: il clan Testa-La Piccirella, il clan Nardino e il clan Russi. Lo riporta il report della Dia – primo semestre 2023 – parlando dell’area che comprende i Comuni di San Severo, Apricena, Lucera, Lesina, Poggio Imperiale e Torremaggiore.
Il clan Testa-La Piccirella è originario di San Severo ma risulta attivo anche nell’area di Torremaggiore-Lesina-Poggio Imperiale. Le emergenze investigative – scrivono gli investigatori della Direzione antimafia – ne delineano una sinergia con la batteria foggiana Moretti-Pellegrino-Lanza, in aderenza al programma di espansione territoriale perseguito da quest’ultima. Il gruppo opera nel settore del traffico di armi e dello spaccio di sostanze stupefacenti, delle estorsioni e delle rapine, mantiene contatti con la criminalità calabrese e campana e mostra una crescente proiezione verso l’Abruzzo ed il Molise”.
Poi sul clan Nardino scrivono: “Il clan Nardino è strutturato sul modello camorristico ed il capo (Franco Nardino detto “Kojak”, ndr) è attualmente detenuto. Gli interessi illeciti si concentrano fondamentalmente nel traffico di stupefacenti in cui il clan ha un ruolo centrale. Il clan Russi è inserito stabilmente nella realtà criminale di San Severo anche in virtù del suo legame storico con la società foggiana. Dopo l’omicidio del capo, l’operatività del gruppo mafioso sarebbe garantita da suo figlio e da altri componenti della famiglia. Può contare su una solidità economica tra le più significative rispetto ai clan della provincia ed è inserito nel traffico di stupefacenti su scala nazionale ed internazionale, è dedito all’usura, alle estorsioni e alla commissione di furti e alla ricettazione di autoveicoli”.
Ma non è tutto: “Il 4 gennaio 2023, i carabinieri di San Severo, nell’ambito dell’operazione ‘Brother’ hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 4 soggetti ritenuti responsabili del reato di traffico e detenzione illeciti di stupefacenti (hashish, marijuana e cocaina). Il gruppo operava nel centro storico di San Severo, ove si recavano acquirenti provenienti anche dall’hinterland foggiano. Il 31 marzo 2023, la Polizia di Stato di Foggia ha dato esecuzione ad una misura cautelare a carico di 8 soggetti, accusati a vario titolo del reato di detenzione e porto illegale di armi da fuoco aggravato dal metodo mafioso. Nel corso dell’esecuzione, è stato rinvenuto nella disponibilità di uno degli arrestati un vero e proprio arsenale di armi e munizioni. L’indagine trae spunto da due omicidi avvenuti a San Severo nell’estate del 2021 che hanno provocato forti fibrillazioni in seno a 2 gruppi criminali operanti nel popoloso quartiere di San Bernardino del Comune di San Severo, considerato epicentro provinciale di traffici illeciti e roccaforte di numerosi e distinti gruppi criminali, anche di nuova formazione”.
“Il 28 aprile 2023, la Polizia di Stato di Foggia unitamente alla Guardia di Finanza di San Severo – scrive sempre la Dia – hanno dato esecuzione in quel centro al decreto di confisca nei confronti di un esponente di vertice del clan Testa-La Piccirella. Il provvedimento ha riguardato beni immobili e mobili per un valore di circa 400mila euro, in gran parte già oggetto del sequestro anticipato operato il 29 maggio 2020”.
Poi concludono: “Ad Apricena si segnala l’operatività degli appartenenti alla famiglia Cursio, già attivi nel settore degli stupefacenti, volta a riconquistare il proprio territorio attraverso le tecniche del racket. Altri gruppi criminali locali minori sono: a Lucera i Cenicola, i Barbetti, i Papa-Ricci e i Bayan; a Torremaggiore e Poggio Imperiale i Di Summa-Ferrelli“.