Qualche giorno fa, al “Tatarella” di Cerignola, è andata in scena l’ennesima cerimonia pomposa, con nastri tagliati, sorrisi di circostanza e dichiarazioni trionfali. Il presidente Emiliano, insieme agli altri esponenti locali, ha presentato con orgoglio la risonanza magnetica di ultima generazione, definendo l’ospedale un “fiore all’occhiello” per la sanità pugliese. Peccato, però, che a distanza di pochi giorni, la risonanza sia già fuori uso, dimostrando che l’annuncio non era altro che un bluff.
A parlare è il consigliere regionale Napoleone Cera, che non ci sta a vedere la realtà di un ospedale che, pur vantando nuove strutture, è afflitto da una gestione inefficiente. La risonanza magnetica, tanto celebrata, è solo un altro esempio di come le promesse siano rimaste parole vuote. Non solo: la nuova sala operatoria oftalmologica, presentata come una grande innovazione, è inutilizzabile, in quanto priva dei test ISO5 necessari per garantire la sterilità assoluta.
Mentre i cittadini soffrono e i pazienti attendono risposte, Emiliano preferisce attaccare l’opposizione, accusandola di fare “campagna elettorale alla Cetto La Qualunque”. Ma, secondo Cera, denunciare queste vergogne significa schierarsi con il popolo, con chi è costretto a fare i conti con disservizi quotidiani e carenze di personale, senza poter accedere a una sanità pubblica che dovrebbe essere un diritto per tutti.
L’ospedale “Tatarella”, purtroppo, non è l’ospedale d’eccellenza promesso, ma un gigantesco spot elettorale che non ha nulla a che vedere con i bisogni reali dei cittadini. Cera conclude con una richiesta chiara: basta passerelle, servono fatti concreti e rispetto per la comunità che soffre.













