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Home - Rotice scricchiola di nuovo, una consigliera di maggioranza insorge: “È sordo alle esigenze della comunità”

Rotice scricchiola di nuovo, una consigliera di maggioranza insorge: “È sordo alle esigenze della comunità”

Di Redazione
11 Ottobre 2023
in Politica
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La maggioranza di Gianni Rotice, ad un mese e mezzo dalla crisi politica di Manfredonia, è di nuovo a rischio caduta. Attualmente il Consiglio comunale è composto da 12 membri della maggioranza più il sindaco e 12 membri dell’opposizione formati dai 9 storici e dai 3 di Forza Italia. Ma nelle scorse ore, la consigliera di maggioranza Sara Delle Rose di “Io voto Gianni” ha evidenziato molte perplessità sulla gestione del primo cittadino attraverso parole durissime: “Il sindaco è politicamente intestardito e sordo alle esigenze della comunità”. E ancora: “Giochetti sulle deleghe assessorili realizzati in assoluta solitudine” con riferimento all’annuncio della “nuova” giunta. Ma salvare Manfredonia dal disastro è ancora possibile: l’eventuale caduta di Rotice porterebbe ad un commissariamento di pochi mesi. Si tornerebbe al voto già nella primavera del 2024 in concomitanza con le elezioni Europee. Uno scenario plausibile dopo le parole di Delle Rose che riportiamo.

“C’era una volta una montagna, inaccessibile, lontana e fredda, che dopo tanto tempo aveva deciso di partorire il governo della città – scrive la consigliera sui social -. Gli abitanti del luogo, stremati ai suoi piedi, si erano riuniti per assistere all’evento, convinti che sarebbe stato qualcosa di grandioso. Ma quando finalmente la montagna partorì, tutti rimasero delusi: il governo era fatto di topolini, carini e sorridenti, ignari per un futuro incerto che gli era stato consegnato dalle gelide rocce della montagna. Così tutti si affrettarono a cercare riparo, per affrontare l’inverno, cercando provviste e beni di ogni genere, intimamente convinti che la città, comunque, da sola si sarebbe salvata. Parafrasando la favola di Esopo, più di duemila anni fa, si comprende come a volte nulla sia cambiato nella storia dell’uomo e, spesso neanche la consapevolezza di evitare di ripetere errori, le cui conseguenze sono già conosciute. Cambiano i nomi degli interpreti, il finale è sempre lo stesso: ‘Comunque la città si salverà da sola’. Ho voluto con leggerezza e responsabilità rappresentare gli ultimi eventi che hanno caratterizzato la vita dell’amministrazione comunale: la formazione della giunta. A nulla sono valsi i mei disperati tentativi di far cambiare rotta ad un sindaco politicamente intestardito e sordo alle esigenze della comunità. Niente. La decisione di riformare o, meglio sarebbe dire, ‘confermare’ il 90% degli assessori uscenti è stata presa. E dopo due mesi di attesa, dopo i venti giorni dalle dimissioni presentate, dopo altro interminabile tempo da quest’atto, la novità sarebbe quella di riconfermare tutti ai loro posti. Io non ci sto! Sento il dovere di non starci, e di dare l’allarme”. 

E ancora: “Non ci sto, non per difendere la mia persona, che può uscire di scena in ogni momento, ma per tutelare con tutti gli organi dello Stato ‘L’istituto costituzionale della Presidenza della Repubblica’. È quanto sosteneva il presidente Oscar Luigi Scalfaro nel suo discorso nel lontano 1993. Per queste ragioni, ho deciso di rendere pubblico il testo integrale del documento, condiviso da alcuni capigruppo della maggioranza, con il quale, non senza aver sentito le ragioni del sindaco Rotice, si chiedeva di azzerare la giunta comunale, riformandola, sulla base anche dell’effettivo operato svolto in questi due anni, con elementi che garantissero una maggiore efficienza e competenza amministrativa e politica. Ragioni che, per quanto mi riguarda, non erano finalizzate ad alcuna richiesta personale, che mai ho fatto al sindaco o ad altri. Vorrei che fosse altrettanto chiara la mia posizione nell’amministrazione. Non sono stata io a creare questo stato di cose, la responsabilità va ricercata nell’atteggiamento irresponsabile di altri. E la vergognosa chiusura politica della crisi amministrativa aprirà scenari imprevedibili. Saranno responsabili unicamente coloro che hanno partecipato a sostenere il falso rinnovamento e la restaurazione del vecchio”.

Poi conclude: “I giochetti della distribuzione delle deleghe assessorili, anche questa volta realizzati in assoluta solitudine, senza alcun confronto, sono la dimostrazione di come non si comprende, ancora oggi, a distanza di circa due anni dall’insediamento, che le funzioni svolte da un assessore non sono solo caselle da riempire in un decreto, ma rappresentare la capacità di gestire interessi collettivi e funzionamento della macchina amministrativa in sintonia, per conseguire il risultato migliore per la comunità governata. Purtroppo, per chi pensa che la questione sia risolta, non mi fa piacere dirlo, non è così”.

“Padre padrone”

L’ex vicesindaco di Forza Italia Giuseppe Basta e i tre consiglieri azzurri passati all’opposizione Marco Di Bari, Liliana Rinaldi e Angelica Ciuffreda hanno scritto una nota sulle ultime vicende amministrative: “La mancata condivisione dei temi e delle decisioni importanti dell’amministrazione comunale, con in testa il sindaco. Questi i motivi della legittima e doverosa richiesta di verifica politico- amministrativa di Forza Italia, che ha portato a tutti gli eventi degli ultimi mesi. Il sindaco e la sua giunta, hanno sempre smentito questa circostanza, adducendo alla cittadinanza i più disparati motivi e meschine calunnie, smentite ogni giorno di più da quanto sta accadendo. Uno spettacolo ignobile!”.

“Apprendiamo, infatti, con stupore, per il tramite della consigliera comunale e capogruppo di ‘Io voto Gianni’, Sara Delle Rose, dell’esistenza di un documento, firmato da alcuni capigruppo, con cui si chiedeva nient’altro che una effettiva verifica politico amministrativa, con eventuali accorgimenti anche nell’esecutivo per cambiare marcia. Quello che non ci stupisce però, è che per l’ennesima volta il sindaco abbia deciso di agire senza coinvolgimento e condivisione di alcuno, comportandosi da padre-padrone anche nei confronti di uno dei consiglieri comunali più vicini a sè. Questo comportamento non fa che confermare quanto da noi sostenuto, ossia che il sindaco Rotice ha un unico modus operandi, quello di decidere da solo, circondandosi solo di marionette a comando. Come dire… tutti i nodi (e altri ancora ci saranno!) vengono al pettine – concludono i forzisti – e alla fine trionfa sempre la Verità!”. (In foto, Rotice e Delle Rose)

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Tags: Rotice
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