In attesa di conoscere il destino della disastrata amministrazione comunale di Manfredonia, in città tiene banco il calcio. “Negli ultimi 22 mesi Manfredonia è letteralmente andata nel pallone e la metafora calcistica non è casuale – commenta la consigliera di opposizione, Maria Teresa Valente -. È il riflesso di tempi difficili, con un sindaco che, ogni volta che qualcuno osa alzare la voce, si affretta a zittirlo e ridicolizzarlo, facendolo passare per un irritante polemico, un provocatore di bisticci inutili. Ultimo è l’esempio della questione Asili Nido Comunali, dove addirittura sono stata accusata di strumentalizzare il ‘disagio’, semplicemente per aver denunciato pubblicamente come Consigliera il gravissimo ritardo della formazione della graduatoria dei bambini ammessi e della riapertura delle strutture”.
Ma torniamo al calcio. “Le mie lamentele e quelle dei colleghi dell’opposizione sul campo sportivo – prosegue Valente -, sono state tacciate come petulanze di chi ha sempre qualcosa da ridire. Ma è giunto il momento di far luce su una verità scomoda: se il sindaco avesse risposto alle nostre richieste e fornito i documenti anziché attaccarci, oggi il Manfredonia Calcio non vivrebbe una delle pagine più tristi e mortificanti della sua storia. Già sette mesi fa, a febbraio, mi ero premurata di verificare la validità della documentazione necessaria per ottenere l’agibilità con una interrogazione in Aula Consiliare con cui ebbi risposte vaghe. Ho cercato disperatamente di ottenere i documenti necessari dal Comune con numerose richieste di accesso agli atti, rivolgendomi persino all’Autorità Nazionale Anticorruzione e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nemmeno con un riscontro a mio favore della Commissione di Accesso ai Documenti Amministrativi dello scorso giugno da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono riuscita nel mio intento ed oggi resto ancora in attesa di atti che per il ruolo che ricopro dovrebbero essere a mia disposizione. Ma questa amministrazione, e ormai credo sia chiaro a tutti, vola tre metri sopra il cielo e ha difficoltà ad interloquire con i comuni mortali, ritenendosi evidentemente potente ed infallibile (ciuccia e presuntuosa, per intenderci)”.
E ancora: “Le mie richieste, così come quelle di altri colleghi consiglieri intervenuti sulla vicenda, evidenziavano che il concessionario stava procedendo con un’opera senza le autorizzazioni e i pareri richiesti per legge. Tra questi figuravano il titolo urbanistico, il provvedimento paesaggistico, la procedura DRP e il provvedimento di AUA per lo scarico delle acque meteoriche. È importante sottolineare, soprattutto al nostro sindaco, che i lavori al Miramare sono stati fatti in virtù di un contratto di concessione e valorizzazione ad un privato, e non si tratta di un’opera pubblica diretta dal Comune.
La risposta ricevuta è stata solo quella di aizzare in più occasioni i tifosi contro la ‘politica’, facendo intendere che cercare chiarezza fosse in realtà un tentativo di danneggiare la squadra di calcio. Eppure a tal proposito, molto eloquenti furono le parole dell’ormai ex presidente Di Benedetto, che in tempi non sospetti ed in maniera chiara ed inequivocabile addossava ogni responsabilità solo in capo a Rotice e ai suoi sodali.
Il risultato è che, com’era facilmente prevedibile, ad oggi non c’è l’agibilità. Si sarebbe potuti intervenire per tempo, ma probabilmente non si è voluto. Il caso Miramare è emblematico di una condotta al di sopra delle leggi, gestita dalla compagine di governo di maggioranza con totale indifferenza pur di mantenere le poltrone, continuando a rappresentare se stessi piuttosto che il bene della città. Il calcio a Manfredonia non è solo uno sport, ma molto di più. È tifo, passione e partecipazione. Le Teste Matte Manfredonia cantavano anni fa: ‘Eccellenza o Serie C, noi saremo sempre qui’. Ed è così, i tifosi continuano impavidamente ad esserci e ad avere i cuori aperti nonostante le porte chiuse, le delusioni e le difficoltà. Ora, però, è il momento di guardare al futuro, di lavorare insieme per una Manfredonia migliore, sia sul campo da gioco che nella vita di tutti i giorni. Dobbiamo porre fine ai paradossi e ripartire seriamente. sindaco, scendiamo tutti da questa giostra. Noi sipontini, cittadini e appassionati di calcio, meritiamo un nuovo inizio”.
Nel frattempo, ha mostrato sdegno anche la tifoseria sulla pagina Facebook “Gradinata Est Manfredonia”: “Oltre il danno la beffa. Essere tifosi del Donia vuol dire soffrire. La storia insegna. Sicuramente la pazienza da qualche anno a questa parte è messa a dura prova. Oggi arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia della squalifica dello stadio Miramare per un turno. Manfredonia-Angri si disputerà a porte chiuse. Vogliamo rimanere calmi e non aggiungere altro, per il momento. Con la testa siamo già in trasferta a Fasano. Una di quelle partite che Noi tutti aspettiamo da anni. Per la Maglia e per la Città… Tutti a Fasano!”.
Ancora più duri pochi giorni fa: “Esprimiamo il nostro dissenso verso questa assurda situazione. L’intera tifoseria ostaggio dell’incompetenza di chi gestisce lo Stadio Miramare. Le parole del sindaco Gianni Rotice e del presidente della Società Manfredonia Miramare Iraldo Colicelli si sono dimostrate ancora una volta ‘chiacchiere’. Non abbiamo più parole. Vergogna! Chiudiamo dicendo che siamo stanchi di questo teatrino politico che intacca la nostra passione. Fuori la politica dal calcio“.












