A Manfredonia asili comunali ancora chiusi in attesa di conoscere le graduatorie regionali. Pertanto le iscrizioni effettuate al momento non vengono riconosciute e centinaia di bambini sono ancora a casa con disagi per i genitori lavoratori. “Manfredonia – ha scritto in una nota la consigliera di opposizione Maria Teresa Valente – è l’unica città in Puglia che non ha ancora riaperto gli asili nido comunali, causando comprensibili disagi a ben 124 famiglie. Il Comune, infatti, unico responsabile di questo incredibile caos, non ha ancora comunicato i nomi di chi, quest’anno, potrà usufruire delle strutture in Via Daunia e in Via Florio. Un brutto pasticcio nato da una errata interpretazione delle norme regionali da parte dei Servizi Sociali, secondo i quali l’ammissione agli asili dovrebbe avvenire in base alla graduatoria per i buoni servizio della Regione Puglia, che andrebbero a coprire le rette mensili”.
Questa mattina siamo stati a Manfredonia nei pressi dell’asilo comunale di Via Daunia dove abbiamo ascoltato alcune mamme, come la signora Maria. “I Servizi Sociali di Manfredonia ci hanno detto che siamo fuori e il perchè lo dobbiamo chiedere alla Regione Puglia. Nel frattempo facciamo l’iscrizione sulla piattaforma regionale, ci classifichiamo terzi in graduatoria, e che succede, siamo fuori, e secondo il Comune perché non abbiamo presentato in tempo la domanda. Io ho due gemellini, come devo fare? La situazione è complicata per noi, con mio marito che lavora fuori, io studentessa universitaria che non posso finire gli studi. I bambini a chi li porto? Chi li deve accudire? Mi auspico che si arrivi quanto prima ad una soluzione, altrimenti il calo demografico è destinato ad aumentare. Che farò? Abbandonerò gli studi, mi affiderò ad una baby sitter con un grave dispendio economico”.
Non la pensa così l’assessora ai Servizi Sociali, Grazia Pennella. “Penso sia necessario fare un po’ di chiarezza sulla gestione degli asili nido comunali di via Daunia e via Florio che in questi giorni sono stati al centro di polemiche inutili e strumentali. Prima questione: come sono gestiti gli asili nido? Tramite concessione. Cosa vuol dire? Vuol dire che il Comune ha scelto un operatore economico, in questo caso una cooperativa sociale, al quale chiede di erogare il servizio alle famiglie e di farlo autosostenendosi economicamente tramite la riscossione delle rette e altre fonti di finanziamento. Come lo fa? Principalmente aderendo alla misura regionale dei ‘buoni di servizio’. Si tratta di un voucher, un contributo che la Regione eroga alle famiglie le quali scelgono, tramite una piattaforma informatica, l’asilo nido a cui iscrivere il proprio figlio. In base alla propria situazione economica, la famiglia paga una parte della retta, mentre la restante è coperta dal contributo regionale. È un sistema che punta a dare risposta soprattutto a quelle fasce di popolazione con redditi medio-bassi. Gli importi richiesti alle famiglie, infatti, sono minimi (il servizio costa mediamente attorno ai 50 euro ed è gratuito per chi ha ISEE zero) e sicuramente sono più vantaggiosi di quelli previsti dal regolamento comunale”.












