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Home - A Foggia cinque candidati sindaco e una città ancora assonnata. Il rischio più grande è l’astensione

A Foggia cinque candidati sindaco e una città ancora assonnata. Il rischio più grande è l’astensione

Di Antonella Soccio
7 Settembre 2023
in Politica
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In ordine alfabetico: Nunzio Angiola, Antonio De Sabato, Raffaele Di Mauro, Maria Aida Episcopo, Giuseppe Mainiero. 5 candidati sindaco per una campagna elettorale, che a poco più di un mese dalle urne, stenta ancora a decollare e che sembra essere vissuta con molta fiacchezza dai protagonisti e dalle protagoniste, con il rischio di un tasso di astensione molto alto.

Secondo più di un osservatore, la modalità di selezione dei due candidati sindaco nei due schieramenti maggiori – il centrodestra unito e il campo largo progressista – è stata tale da prendere decisioni inattese. Sia Raffaele Di Mauro per il centrodestra sia Maria Aida Episcopo per il centrosinistra emilianista sono state delle sintesi sofferte, in cui i due leader delle coalizioni non appaiono, sulla carta almeno, come dei valori aggiunti per le liste che li appoggeranno essendo assimilabili al passato, di Franco Landella il primo, e di Gianni Mongelli la seconda. Non ricalcano, insomma, il vento di cambiamento e di totale rinnovamento dei volti e delle prassi, che per tanti era necessario dopo due anni di scioglimento per mafia.

Per questo motivo, secondo alcuni, la sorpresa potrebbe anche arrivare da uno dei tre civici candidati, posto che il civismo a Foggia ha spesso superato il 15%.

Un civico che basi la sua campagna elettorale su pochi punti chiari, ma di rottura, potrebbe avere anche chance di ballottaggio, sebbene la data delle elezioni sia troppo prossima per creare un vero movimento di opinione. E si sa quanto poco valga il voto di opinione a Foggia, dove ci sono indagini per voto di scambio a 30 euro. Ma andiamo con ordine e analizziamo gli accampamenti.

Nunzio Angiola e l’orgoglio foggiano

L’accademico ed ex parlamentare eletto con il M5S e poi transitato in Azione di Carlo Calenda è stato il primo a lanciare la sfida e a proporsi nell’agone politico con due liste civiche. Finora la sua è stata una campagna elettorale di contatto con ogni realtà possibile cittadina e di forte ricerca di impatto mediatico nei canali tradizionali delle affissioni e della comunicazione politica e in quelli social. Viene percepito come leader di una squadra di persone professionalmente capaci. In città tutti hanno visto i 6×3 di Stelluto, di Maffei e altre giovani figure che accompagnano il prof di Unifg.

Antonio De Sabato e la connessione sentimentale

Figlio d’arte ed ex consigliere comunale civico, Antonio De Sabato nei due anni di commissariamento ha tentato con il suo contenitore Progetto ConCittadino e con altre associazioni come Libertà Civile di Alessio Lusuriello e l’attivismo di Vito De Filippis di dibattere su tematiche controverse, come l’urbanistica, l’assenza di Pug, i servizi, il commercio.

All’inizio aveva anche partecipato al tavolo del campo largo progressista salvo poi rompere con il Pd e col M5S, per la forte “compromissione massonica”, come la chiama, che a suo avviso dilaga in città. Punta tutto sulla cultura e su uno sguardo di cura di Foggia che passa anche dalle immagini e dalla conoscenza di artisti come Michele Sepalone e tanti altri talenti ancora poco valorizzati. “A Foggia ognuno fa come gli pare, è anarcoide, mi ricorda Napoli prima del mio arrivo”, ha commentato al suo arrivo in città l’ex sindaco partenopeo Luigi De Magistris, che col suo Dema fa da padre nobile allo schieramento del candidato.

Raffale Di Mauro e la campagna elettorale gentile

Il segretario provinciale di Forza Italia si è ritrovato suo malgrado candidato sindaco, pur con i mal di pancia di Lega e altri pezzi del centrodestra. A differenza di altri big non ha declinato l’invito ad essere in prima linea. Gli va riconosciuto sicuramente coraggio, sebbene non abbia ancora posto veti sugli esponenti di primo piano dell’amministrazione Landella. Ha già dichiarato che non attaccherà nessuno. La sua sarà una “campagna gentile”. Sei o sette le liste per lui.

Via gli incandidabili ovviamente, ma per il principio del passo indietro, non si candiderà sicuramente neppure Francesco Morese, campione di consensi e collega di ufficio al Centro Igiene non solo dell’ex sindaco, ma anche di un altro pezzo forte come il piddino Pasquale Dell’Aquila, ex capogruppo dei dem. Per lo stesso assioma non dovrebbero essere della partita neppure gli ex assessori Sergio Cangelli, Claudia Lioia, Sonia Ruscillo, Anna Paola Giuliani, il soprano Giulia Panettieri per anni nel CdA per il Comune di TPP e compagna del colonnello Francesco Gazzani, ex assessore della “Giunta dei Migliori”. Più incerta la situazione di Claudio Amorese, genero di Bruno Longo, ma molto amato da tutti i commercianti.

Molti ex delle civiche landelliane sono fortemente corteggiati dal terzo polo, che appoggia Marida Episcopo e che ha già arruolato come candidato in lista il maggiore Paolo Frattulino, ormai in pensione, che fu parecchio vicino a Landella.

Raffaele Di Mauro si è difeso sulle parentele scomode, ma non può evitare all’ex primo cittadino di inserire in lista, forse nell’Udc di Massimo Cassano, qualche suo fedelissimo incensurato. Più di un candidato consigliere ha rivisto in strada Landella in piena campagna elettorale.

Ancora indecisi Massimiliano Di Fonso e Antonello Di Paola, che fu prima nel CdA di Amiu Puglia e poi ebbe un incarico nella commissione per le case popolari. L’ispettore Asl campeggia senza simbolo su alcuni cartelloni pubblicitari. Entrambi potrebbero andare a rafforzare la lista di Giuseppe Mainiero, secondo i rumors.

Di Mauro si affida alla compattezza della coalizione e alla indubbia forza elettorale di tanti suoi candidati consiglieri, che in passato hanno dimostrato di avvicinarsi alle 4 cifre. Da Concetta Soragnese e Salvatore De Martino nei Fratelli d’Italia a Gino Fusco, che dopo il trattamento riservato a sua moglie, la poliziotta Rita Montrone, dalla fiamma correrà con un altro simbolo.

Punta ad essere il primo degli eletti tra i meloniani Gianni Di Lauro, che ha l’appoggio della senatrice Annamaria Fallucchi. In Forza Italia ci sono i volti dell’avvocata degli ultimi Maria Morelli e il ritorno in grande stile del decano Mimmo Verile. Nome di punta della Lega il segretario cittadino Antonio Vigiano.

Maria Aida Episcopo e il peso del MoVimento 5 Stelle

È una carica di 9 liste quella che accompagnerà la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale selezionata ed indicata dai pentastellati di Mario Furore. La sfida è anche interna tra dem e grillini a chi avrà la percentuale maggiore, dal momento che Episcopo qualora dovesse diventare la prima sindaca di Foggia, sarebbe conteggiata nel manuale Cencelli come una casella del Movimento.

Il Pd mira a confermare il suo 12% e ha già richiamato big del consenso come Italo Pontone, ex assessore della Giunta Ciliberti e in passato vituperato dalla dirigenza dem.

Punta ad essere la prima degli eletti Annarita Palmieri, che dovrà vedersela con gli assai supportati dal partito Gianluca Ruotolo, Pasquale Dell’Aquila e Francesco De Vito.

Lia Azzarone non stava preparando la campagna elettorale col suo ruolo da presidente del Pd pugliese, ma in tanti la sollecitano a scendere in campo per via della difficoltà della contesa.

È variegata la lista di Con, dove non corre il consigliere di Emiliano e segretario provinciale Rosario Cusmai, ma sono candidati gli ex sindaci di Deliceto e Panni, Antonio Montanino e Pasquale Ciruolo, si rivedono la ex preside Gabriella Grilli e Gino Rizzi, ex Forza Italia e il sindacalista ospedaliero Antonio Capozzi.

Nel Psi Giulio Scapato e Mino Di Chiara si contendono la prima posizione. Sarà lista unica invece per Sinistra Italiana e Comunità Politica, con il loro portavoce Luciano Beneduce. I candidati sono ancora al vaglio. 

Corrono insieme Azione, Italia Viva e Popolari con Sergio Clemente, Lorenzo Frattarolo, Paolo Frattulino e molte altre new entries.

Tante le sorprese nel MoVimento, che concentrerà i suoi voti in un’unica lista. Insieme agli ex consiglieri Giovanni Quarato e Giuseppe Fatigato, che puntano alla rielezione, sono della partita anche Francesco Strippoli e Lucia Aprile della Società Civile e Giorgio Cislaghi, che dopo anni torna a ricandidarsi in una competizione elettorale. Sono in lista Dal Maso e Antonio Lo Conte, presidente dell’associazione sulla salute mentale strappato al civismo di Lusuriello e De Sabato.

La candidata sindaca con l’aiuto di uno dei suoi mentori, Peppino D’Urso, sta componendo la sua personale lista civica, che conterrà persone mai esposte alla politica tutte provenienti dall’associazionismo legalitario e non e dalla società civile.

Giuseppe Mainiero, il candidato contro

È la vera incognita della campagna elettorale. L’ex meloniano, che è stato l’unico vero grande oppositore di Franco Landella, con decine di esposti, interpellanze, richiesta d’atti, conferenze stampa, potrebbe essere l’ago della bilancia delle elezioni del 22 e del 23 ottobre. Insieme all’ingegner Pippo Cavaliere è colui che ha fornito più elementi di conoscenza sulle infiltrazioni del Palazzo.

Fino a pochi mesi prima dei tavoli e delle trattative dei partiti sembrava, anche con il forte placet di Michele Emiliano, che dovesse essere lui il nome su cui costruire un governo di salute pubblica della città. Ma Furore e Giuseppe Conte hanno preferito altre strade.

Pino Lonigro e Pino Marasco hanno deciso di essere dalla sua parte, per la sua coerenza e la discontinuità che incarna. Con lui anche Nino De Rogatis e qualche altro nome della vecchia destra. Quanto vale? È imponderabile, secondo gli osservatori. (In foto, Angiola, De Sabato, Di Mauro, Episcopo e Mainiero; sullo sfondo, il Comune)

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Tags: Foggia
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