Una vita tutta segnata dalla politica, con un passato importante in Gioventù Studentesca e nella formazione giussaniana. Raffaele Di Mauro candidato sindaco al Comune di Foggia per il centrodestra è consapevole della complessità della sfida. Ed è pronto ad ammettere gli errori, come li chiama, del passato. Si è difeso dagli attacchi e sta studiando ogni possibile nuovo passo falso.
Di Mauro, tutti si sono sfilati dalla candidatura a sindaco, perché lei ha accettato?
È una giusta domanda. Dopo che si è fatto un ragionamento nel centrodestra, io per primo proposi un governo di salute pubblica, appello che quando feci cadde nel vuoto, poi il centrodestra ha cercato una sintesi su un’altra figura, poi mi è stata chiesta la disponibilità. In tanti sapevano nei partiti che stavo preparando un’altra competizione elettorale, però credo quando si viene chiamati ad un impegno non si possa dire di no per soluzione di comodo.
Come mai sono fallite le sintesi esterne?
Devo dirti la verità, le sintesi esterne non sono mai state appannaggio di Forza Italia, era il partito leader della coalizione che stava provvedendo alla ricerca di un profilo esterno ai partiti. Tutti i nomi spesi sulla stampa sinceramente non sono mai stati presi in analisi sui tavoli provinciali, non sono stati mai sottoposti alla nostra attenzione. Al tavolo provinciale non abbiamo mai fatto nomi, ma si parlava di profili adeguati. Io ho sempre evidenziato la necessità di un impegno esterno e di un profilo che avesse già nella sua vita professionale dato un contributo sostanziale nel sistema sociale cittadino. La proposta doveva arrivare dai Fratelli d’Italia, ma noi l’avremmo certamente accettata. Si è poi scelto il profilo politico e bontà loro sono arrivati a me.
Forza Italia non aveva posto veti su Leo Di Gioia?
Assolutamente no.
Come si pone nei confronti dei 7 anni di Franco Landella? Quei mondi saranno nelle liste?
Anzitutto penso che se hanno individuato me alla guida della coalizione è perché c’è anche un progetto di rinnovamento generazionale all’interno del centrodestra, è indubbio che partendo da una figura di quarantunenne come candidato sindaco si voglia lanciare un messaggio di un centrodestra rinnovato, non solo anagraficamente ma dal punto di vista generazionale. Serve una nuova classe dirigente politica per il centrodestra.
Saranno 6 le liste?
Saranno 6 o 7, siamo in fase di regolamento. Ci sarà Forza Italia, FdI, nuovo Psi, la lista della Lega, Noi moderati, Udc o forse una lista civica. Se sarà necessario ci sarà una lista del sindaco, che rappresenti i miei mondi, l’associazionismo, le professioni, il mondo cattolico.
Gli ex amministratori del governo Landella saranno in lista?
Con questo codice di autoregolamentazione detteremo le linee guida per la composizione delle liste, c’è già una scocca creata dal Ministero col regolamento delle candidature dato dalla Commissione antimafia e con le incandidabilità già assodate si farà un ragionamento sulla logica che dovrà essere applicata. Noi nel centrodestra bisogna che si faccia un ragionamento molto chiaro: noi vogliamo vincere per governare Foggia, ma non dobbiamo vincere per forza. Deve esserci una linea di identità con i nostri valori ben precisi, dobbiamo attenerci ad un percorso che ci porterà, se i cittadini lo riterranno, ad amministrare nuovamente Foggia, altrimenti sarà quello di impostare un nuovo centrodestra che possa essere utile al suo processo democratico.
7 anni di governo Landella, in cosa oggi differisce questo centrodestra, che si porta comunque addosso l’onta dello scioglimento per mafia?
Io credo che oggi il centrodestra abbia una visione completamente nuova di Foggia, va restituita a questa città una sua caratteristica fondamentale, Foggia deve tornare ad essere capoluogo della provincia, partiremo dall’analisi dei problemi, che conosciamo oggi meglio di ieri, perché sono stati certificati, ci sono stati messi in maniera palese davanti agli occhi, partendo dall’analisi dobbiamo restituire una città più sicura e più bella. Va effettuata una metanoia del foggiano, un cambio di mentalità, se il foggiano riesce a comprendere che una città più bella e meglio curata è sicuramente più attrattiva, cambia. Ma questo non dipende solo dalla politica, ma da una mentalità che va inculcata con un cambio di passo.Non dobbiamo spaventarci nel dire che degli errori ci sono stati, vanno ammessi. Strade più sicure, più video sorvegliate e più illuminate. Sono dei temi che abbiamo già chiari, ma che stiamo sviluppando con la scrittura del nostro programma.
Eppure proprio la videosorveglianza e l’illuminazione pubblica sono tra i nei principali della vecchia amministrazione Landella, settori entrati nella relazioni di scioglimento e motivo di indagini penali a carico dell’ex sindaco. Come la vede?
La videosorveglianza era un argomento trattato nelle commissioni consiliari, abbiamo fatto un consiglio monotematico sulla legalità. Quello della videosorveglianza è stato un errore, non è l’episodio della signora Franca che ci dovrebbe destare, quasi ogni giorno abbiamo episodi che ci confermano che dobbiamo avere delle strade meglio sorvegliate e meglio illuminate.
Non è stato poco vigile sull’assenza di un affidamento per la pubblica illuminazione rinviato per anni?
Dobbiamo distinguere l’organo gestionale da quello di indirizzo politico, una maggiore attenzione va sottoposta alle zone periferiche della città e al Quartiere Ferrovia. I nostri competitor ci potrebbero dire: ma questo è un tema che potevate sviluppare quando eravate forza di governo. Assolutamente sì, avremmo dovuto farlo molto meglio. Ecco perché ci serve l’occasione per continuare a fare delle cose. È giusto che il sistema democratico decida a chi dare il mandato.
A Brindisi tutti sono scesi per le amministrative, la premier Giorgia Meloni compresa. A Foggia verrà? Pretenderà che venga?
L’unica cosa che vorrei pretendere è quella di poter essere ascoltato dai cittadini e nessuno me lo potrà impedire, parlerò con i mondi produttivi, con l’università, con pezzi di città, con le associazioni, gli studenti, i cittadini semplici. Cercherò di girare il più possibile questa città per fare in modo che si conoscano le idee del centrodestra. Cercheremo di portare da noi anche membri del governo, perché va fatto capire che la nostra coalizione ha tra le sue frecce anche il dialogo costante e quotidiano con il governo grazie a tutti i rappresentanti che abbiamo a Roma.
Ha detto delle sue parentele scomode. Resta però il nodo di suo suocero. Posto che il diritto di difesa non si tocca, non la imbarazza che difenda importanti esponenti delle batterie in processi importanti? Non è un vulnus per un Comune sciolto per mafia?
Non è che se Sisto diventa viceministro della Giustizia, smette di essere avvocato. Dovremmo impedire a tutti gli avvocati se hanno dei punti di contrasto di fare politica, non si può impedire ad un legale di svolgere la sua professione.
L’amministrazione Landella prorogò infinite volte il contratto con Amiu Puglia, ora risolto con i commissari. Lei che avrebbe fatto?
Questo è un tema che merita una intervista a parte. Ne parleremo diffusamente in campagna elettorale












