Abusi sessuali, insulti e umiliazioni: “Puttana storpia!”. I 4 oss arrestati nella “Stella Maris” degli orrori

Nell’ordinanza cautelare tutti i dettagli dell’operazione che ha portato agli arresti di squadra mobile di Foggia e commissariato di Manfredonia. Tra le vittime anche persone quasi centenarie

Provincia di Foggia sotto choc per gli abusi, anche sessuali, ai danni di alcuni poveri anziani ospitati nella nota Rsa di Manfredonia “Stella Maris” con sede a Siponto. La squadra mobile di Foggia e il commissariato di Manfredonia hanno portato a termine l’attività investigativa, scattata a giugno scorso dopo una lettera anonima, arrestando quattro operatori socio sanitari residenti tra Manfredonia e Monte Sant’Angelo. Si tratta di Antonio Vero 42 anni, Mariano Paganini 25 anni, Domenico Nuzziello 31 anni e Michele Salcuni 37 anni, i primi tre residenti a Manfredonia, il quarto a Monte Sant’Angelo. Sono tutti finiti agli arresti domiciliari con le accuse di maltrattamenti e di violenza sessuale nei confronti di alcuni pazienti ricoverati nella residenza. Per un quinto indagato è stata rigettata la richiesta di custodia cautelare.

Stando all’ordinanza cautelare della gip Di Maria, i quattro oss avrebbero sistematicamente maltrattato una serie di anziani, uno persino 98enne. Ma si contano almeno 14 vittime, due delle quali nel frattempo decedute. Si parla di anziani con forme di demenza, morbo di Alzheimer, cecità e difficoltà motorie.

Oltre ai video choc che ritraggono le botte e gli abusi, l’inchiesta ha posto in risalto anche “molte frasi ingiuriose – si legge in ordinanza -, minacce e umiliazioni: “ti ammazzo, ti butto giù, bufalo, panzona, storpia, stroppiata, zoccola, puttana, muffarda” e simili, sberleffi (ad esempio imitandone i lamenti o rivolgendosi loro con frasi e toni canzonatori). Li hanno percossi con schiaffi al volto e sul corpo, pugni, scuotimenti (afferrandoli per i capelli o per il corpo), spintoni, colpendoli con oggetti quali cinture di contenzione, asciugamani o il soffione della doccia, cagionando loro le lesioni personali. Inoltre “hanno premuto sul loro volto cuscini, lenzuola o indumenti, li hanno sottoposti a manovre contenitive o manipolatorie irruente e brusche, hanno sputato loro addosso e, in generale, li hanno sottoposti ad una serie di sistematiche angherie provocando loro considerevoli sofferenze fisiche e morali”.

Da brividi le accuse mosse nei confronti del 42enne Antonio Vero che avrebbe abusato sessualmente di un anziano di 77 anni violato nella sua intimità “all’esito – riporta la gip – dell’operazione di igiene intima e accennando ad un rapporto orale con violenza”. Sempre Vero avrebbe abusato di una 82enne palpata nelle zone intime. La donna sarebbe stata anche picchiata con un pannolone e colpita mentre Nuzziello era intento a cambiarla. “Pazza cecagliona (la donna ha una grave cecità), statti zitta. Tuo marito faceva che ti uccideva di botte tuo marito, non sbagliava proprio per niente che sei una zoccola. Vattene zoccola, zoccola vattene!”.

È inoltre emerso che un collega degli arrestati, nel maggio scorso, spiegò alla polizia ciò che avveniva alla “Stella Maris” indicando agli agenti i maltrattamenti verbali e fisici, pur temendo ritorsioni e mostrando timore nell’esporre i fatti. Successivamente arrivò la lettera anonima con una penna usb sconvolgente: all’interno video e audio con le urla di un’anziana donna.

Sempre secondo il denunciante, Vero e Paganini avrebbero posto in essere i comportamenti più violenti. Nella ricostruzione fornita dall’oss, Vero avrebbe persino provocato un ingente fuoriuscita di sangue dalle orecchie di un anziano per avere inserito con violenza inaudita il Cotton fioc nel padiglione.

Un altro oss, ascoltato dagli inquirenti, ha spiegato di aver assistito a scene violente almeno dal 2020, sempre da parte dei soliti noti. Schiaffi, strattonate, insulti e quant’altro. “Si divertivano a malmenare i pazienti bagnando il Tnt, degli asciugamano monouso, e sbatterli in faccia ai degenti provocandone delle urla di sofferenza. Dissi di non condividere i metodi e venni isolato. Non venni più messo di turno con queste persone”.

Altri oss hanno confermato le violenze davanti agli investigatori, qualcuno ha anche specificato che “Vero si sceglieva i colleghi con cui affiancarsi durante i turni di servizio”. Il 25enne Paganini viene definito dagli inquirenti uno dei massimi complici di Vero, “incline a percuotere e umiliare i pazienti senza alcun motivo”.

Mancano invece i gravi indizi di colpevolezza verso una quinta persona, indicata da alcuni colleghi come uno degli oss violenti. Nonostante l’attendibilità dei denuncianti, infatti, non sono emerse prove schiaccianti per un suo arresto. Sono invece finiti tutti ai domiciliari gli altri quattro indagati.

“La proprietà è estranea e ha già assunto un provvedimento di sospensione dei lavoratori”, hanno subito comunicato alla nostra testata gli avvocati Michele Vaira e Francesco Follieri in rappresentanza dei titolari della struttura. La vicenda ha scosso l’opinione pubblica ma anche la politica. Numerosi comunicati sono arrivati nelle ultime ore da parlamentari e politici locali. La “Stella Maris” è nella bufera.

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