Mafia foggiana e infiltrazioni in “Amica”, condannato Mario Lanza. Si chiude il processo (infinito) “Piazza Pulita”

Era accusato insieme al fratello di aver costretto l’azienda a stipendiarlo nonostante non avessero mai prestato servizio

Si è chiuso il processo d’appello “Piazza Pulita” sulle infiltrazioni della mafia foggiana nella “Amica”, azienda che si occupava della gestione dei rifiuti in città. Condannato a cinque anni di reclusione Mario Lanza, 40enne di Foggia detto “Marittil Malavita”, esponente del clan Sinesi-Francavilla. Stralciata la posizione del fratello maggiore Alessandro alias “Bussolotto”, trovato mesi fa senza vita in una cella del penitenziario foggiano.

L’Appello nei confronti dei Lanza si era già tenuto con condanna a 7 anni di carcere per entrambi gli imputati, poi però la Cassazione aveva annullato la sentenza ordinando un nuovo processo di secondo grado.

Una telenovela giudiziaria 

I Lanza vennero arrestati il 6 aprile del 2012 con l’accusa di estorsione aggravata dalla mafiosità ai danni dell’ex “Amica”, azienda che si occupava della gestione dei rifiuti a Foggia. Secondo l’impianto accusatorio, la società sarebbe stata costretta a pagare gli stipendi ai due dipendenti, senza che avessero mai lavorato. I Lanza avrebbero persino costretto alcuni dipendenti dell’azienda ad accompagnarli, con l’auto di servizio, a sbrigare commissioni personali. Vicende che, stando ai magistrati, sarebbero aggravate dalla mafiosità in quanto l’Amica sarebbe stata costretta “a mantenere il rapporto lavorativo in atto, nonostante i due imputati non svolgessero alcuna attività”. Inoltre, sotto la “minaccia consistita nell’aver fatto chiaramente intendere che se l’Amica si fosse opposta alle loro pretese, vi sarebbero state ritorsioni personali e familiari nei confronti dei responsabili”. Fatti risalenti al 2009, mentre il blitz “Piazza Pulita”, come detto, risale al 2012.

I Lanza brothers vennero condannati in primo grado a 7 anni e 2 mesi a testa, sentenza del gup del Tribunale di Bari del 2013, poi ci fu l’assoluzione in appello nel 2015ma quest’ultima sentenza venne annullata nel 2017, dopo il ricorso della Procura generale di Bari. Fu dunque celebrato un secondo processo d’appello conclusosi nel 2019 con la condanna dei Lanza a 7 anni e 2 mesi. Verdetto annullato in seguito ad un ricorso del collegio difensivo.

Le condanne ai Trisciuoglio

Per “Piazza Pulita” erano già stati condannati in via definitiva, il boss Federico Trisciuoglio detto “Enrichetto lo Zoppo” e il figlio Giuseppe; i giudici inflissero ad entrambi la pena di 7 anni e 2 mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso. I Trisciuoglio, ai vertici della batteria omonima, costrinsero l’azienda dei rifiuti a “mantenere in atto il rapporto lavorativo instaurato con Giuseppe Trisciuoglio corrispondendogli stipendi per un importo netto di 66mila euro dal 2006 al giorno dell’arresto nonostante non svolgesse palesemente alcuna attività lavorativa”. (In alto, nel riquadro, Alessandro e Mario Lanza)

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