Mafia, tutti i clienti “illustri” di Chiariello (che torna libero). L’avvocato era “l’uomo giusto” per i processi d’Appello

Attenuate le esigenze cautelari per l’ormai ex legale barese che potrà seguire i prossimi gradi di giudizio in stato di libertà. In passato ha difeso numerosi esponenti di spicco della malavita foggiana

Affronterà il processo da uomo libero. Attenuate le esigenze di custodia cautelare per l’avvocato barese Giancarlo Chiariello, difensore di numerosi boss di Foggia e Gargano. Era lui, infatti, il legale a cui la mafia si rivolgeva per i ricorsi in Appello. Qualche settimana fa, Chiariello è stato condannato a 9 anni e 8 mesi per corruzione in atti giudiziari. Secondo i giudici del primo grado, l’avvocato era il corruttore, mentre l’ex gip Giuseppe De Benedictis era il corrotto. Il processo ora andrà avanti nei successivi gradi di giudizio che Chiariello potrà affrontare liberamente dopo tre mesi di carcere ed otto di arresti domiciliari. Per l’ex legale (dopo lo scandalo ha lasciato l’Avvocatura), i giudici hanno accolto la richiesta dei difensori disponendo l’interdizione per 12 mesi dall’esercizio della professione.

Per la storia delle mazzette a De Benedictis sono stati condannati a 9 anni e 8 mesi sia l’ex giudice che l’avvocato barese, mentre sono stati inflitti 3 anni e 8 mesi al pregiudicato di Vieste, Danilo Della Malva detto “U’ Meticcio”, oggi collaboratore di giustizia. 4 anni, invece, la condanna per il figlio Alberto Chiariello, anche quest’ultimo avvocato. Assolti altri imputati, tra cui alcuni foggiani, ma per questi la Procura potrebbe chiedere conto ai giudici del secondo grado impugnando le assoluzioni.

Chiariello è inoltre coinvolto in un’altra vicenda che lo vede accusato di reati fiscali. Nelle settimane scorse, il barese ha subito un maxi sequestro di 11 milioni di euro, soldi che avrebbe intascato in nero facendosi pagare lautamente dai clan. Intanto, l’indagine della Procura di Lecce sulla corruzione in atti giudiziari non si è affatto conclusa e potrebbe portare a nuovi colpi di scena.

Giuseppe De Benedictis

I clienti “illustri” di Chiariello

In questi mesi si è parlato molto di Chiariello, soprattutto nel Foggiano. Secondo il racconto di alcuni pentiti, l’avvocato barese era l’uomo giusto per superare indenni i processi in Appello. Tra i suoi clienti molti volti noti della malavita locale: i foggiani Rocco Moretti, Alessandro Moretti, Massimo Perdonò e Francesco Sinesi (tutti rappresentati da Chiariello in “Decima Azione”), il mattinatese Francesco Scirpoli, il montanaro trapiantato a Manfredonia Matteo Lombardi e il viestano Marco Raduano.

Proprio Raduano fu condannato tempo fa a 6 anni in primo grado (inizialmente difeso da un avvocato del Foro di Foggia estraneo alle logiche di Chiariello), ma assolto nel 2017 a Bari. Lombardi alias “A’ Carpnese”, boss del clan Lombardi-La Torre, gruppo scissionista del clan dei montanari, condannato nel 2021 all’ergastolo per l’omicidio Silvestri, aveva scelto Chiariello per il processo d’appello tuttora in corso. C’è poi Scirpoli, capo del clan dei mattinatesi, alleato a Lombardi. L’uomo fu arrestato nel 2008 insieme ad altri membri di rilievo della mala garganica e cerignolana per l’assalto ad un blindato in Lombardia (blitz “Firestorme”) ed assolto in Cassazione dopo le iniziali condanne in primo e secondo grado. Solo coincidenze? Molto probabile ed infatti non c’è alcun riscontro che faccia pensare ad un disegno criminoso, ma di certo l’avvocato barese, per molti anni, ha rappresentato un punto di riferimento sicuro e costante per i clan della provincia di Foggia. (In alto, Chiariello, Moretti, Sinesi, Lombardi e Scirpoli)

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