“L’alloggio popolare di mia madre fu occupato dai delinquenti”. Bruno Longo dà la sua versione sulla relazione prefettizia

“La commissione ha riportato sulla mia persona fatti e circostanze incompleti ed anche non veritieri, probabilmente per scambio di persona o per carenza informativa”

Ha scritto “a tutti i soggetti politico-amministrativi di Foggia e della Capitanata, al mondo associazionistico e cooperativistico, a tutti le elettrici ed elettori, che lo hanno sostenuto” Bruno Longo su quanto pubblicato dai media in ordine alla relazione redatta dalla commissione per l’accesso agli atti del comune di Foggia, per la verifica di infiltrazioni mafiose nell’Ente che ha condotto allo scioglimento del Comune. Un capitolo importante riguarda proprio il leader della destra politica foggiana, legatissimo a Paolo Agostinacchio. Ma secondo Longo c’è più di un errore nell’atto prefettizio.

Ecco quanto scrive.

La commissione ha riportato sulla mia persona fatti e circostanze che, a ben vedere risultano imprecisi, incompleti ed anche non veritieri, probabilmente per scambio di persona o per carenza informativa.

Una ampia relazione è stata inviata, da parte dei legali, a tutti gli organi istituzionali interessati.

Così come è al vaglio dei legali i profili di diffamazione a mezzo stampa di talune testate giornalistiche.

La presente comunicazione non vuole assolutamente discutere e neanche sfiorare le condivisioni o meno dello scioglimento del consiglio comunale da parte della Commissione, ma vuole esclusivamente chiarire quei fatti e quelle circostanze ingiustamente attribuitimi

Nella relazione, sinteticamente, si evince che:

– Sarei stato deferito all’autorita’ giudiziaria per porto d’armi abusivo, addirittura nel 1976: mai avuto armi e mai deferito a nessuna Autorità Giudiziaria;

– Sarei stato coinvolto in una indagine per associazione di stampo mafioso: questo è vero, ma si omette che a parte il fatto che non ricevetti neanche un avviso di garanzia al riguardo, si omette anche che il procedimento viene addirittura archiviato per insussistenza dei fatti ipotizzati e non raggiunge neanche l’Aula per il processo;

– Avrei il domicilio dove oggi vi abitano persone appartenenti alla criminalità e questo è vero, ma si omette di dire che fui legittimo assegnatario di quell’alloggio e che il domicilio lo detengo sin dal 1986.

In quell’alloggio coabitava mia madre inferma e bisognosa di cure e che alla sua morte, restando incustodito, fu abusivamente occupato da delinquenti: delinquenti lo stesso giorno denunciati da me alla Polizia Locale e quindi alla Procura della Repubblica.

A questo riguardo esistono atti da me ricavati, tramite il vice comandante Frattulino, che prontamente inviò pattuglie per uno sgombero che purtroppo non avvenne mai. Attribuirmi, dunque, responsabilità al riguardo è veramente assurdo e fuori da ogni logica;

– Farei parte di un sistema di tangenti insieme a Landella ed altri, senza considerare che ero l’unico consigliere comunale che dentro e fuori l’Aula ha contestato ed accusato Landella di decisioni illegali e che non ha mai votato nessuna delibera che non sia stata essa riguardante i bilanci o atti generali di bilancio e mai a favore di persone o società. A breve invierò la relazione completa e circostanziata ad opera dei legali, per una più esaustiva lettura.





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