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Home - La lista delle estorsioni a casa del “rampollo” della mafia foggiana. Pentito rivela introiti dei clan e gestione della “cassa comune”

La lista delle estorsioni a casa del “rampollo” della mafia foggiana. Pentito rivela introiti dei clan e gestione della “cassa comune”

Di Francesco Pesante
18 Marzo 2021
in Inchieste
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La lista delle estorsioni a casa del “rampollo” della Società Foggiana. Nelle varie inchieste antimafia che si sono susseguite in questi anni, gli investigatori si sono imbattuti nel famigerato elenco delle vittime del racket, custodito gelosamente da Rocco Moretti junior, nipote del Mammasantissima Rocco Moretto detto “il porco” e figlio di Pasquale Moretti alias “porchetto”. Una lista spesso finita al centro di fratture e guerre di mafia tra le varie batterie della malavita foggiana.

Cruciale il ruolo del 38enne pentito Carlo Verderosa, ex “morettiano”, collaboratore di giustizia dal 18 dicembre 2019. Verderosa – oggi in una località protetta – fornì elementi utili agli inquirenti sulla gestione della cassa comune in cui confluivano tutti gli introiti dell’organizzazione criminale per poi foraggiare gli affiliati. “L’attendibilità dell’aspirante collaboratore di giustizia – scrivono i magistrati antimafia negli atti di una recente inchiesta – si è mostrata, sin dai primi momenti, elevata e totalmente credibile. Infatti, a seguito delle sue dichiarazioni, la squadra mobile arrestò proprio il giovane Rocco Moretti. Verderosa disse che il giorno prima di pentirsi si era recato insieme ad un altro sodale a casa di Moretti per consegnargli 150 grammi di cocaina. In quel periodo Rocco junior era ai domiciliari.

Ma non è tutto: il pentito spiegò anche le modalità di sostentamento dei detenuti e delle loro famiglie da parte della batteria di appartenenza, precisando di aver egli stesso consegnato 6800 euro, provento delle attività illecite poste in essere dall’organizzazione, quale somma destinata al boss Federico Trisciuoglio detto “Enrico lo zoppo” per essere successivamente ripartita tra i diversi sodali appartenenti a quella batteria mafiosa.

Riferì, inoltre, dell’esistenza di una lista manoscritta nella quale erano riportati i nominativi di alcune persone vittime di estorsione e le relative cifre da ciascuno versate alla batteria Moretti-Pellegrino-Lanza. Una lista che Verderosa rivelò di aver visto personalmente a casa di Rocco junior.

Verderosa: “Il 28 ho preso 6800 euro e li ho dati… li ho portati a Trisciuoglio Federico”

Pm: “Trisciuoglio invece di che batteria è?”

Verderosa: “Trisciuoglio è batteria singola, però è vicino a Moretti”

Pm: “E perché gli dovevano dare questi soldi?”

Verderosa: “Questi soldi qua si sono stretti la mano con Rocco quando stava fuori e si sono… da questa cifra qua vanno 6800 euro che sono sette persone”

Pm: “Quindi è una sorta di spartenza?”

Verderosa: “Si”

Ispettore polizia: “Sai chi sono queste sette persone?”

Verderosa: “Raffaele Tolonese, Federico, il genero di Raffaele Tolonese e i due figli”

Pm: “Di Raffaele Tolonese?”

Verderosa: “Si”

Pm: “Senti”

Verderosa: “Rocco”

Sovrintendente: “I figli di chi?”

Verderosa: “I figli di…”

Sovrintendente: “Di Tolonese?”

Verderosa: “No no, di Federico”

Pm: “Di Federico Trisciuoglio?”

Verderosa: “I figli di Federico e Rocco, il genero di Raffaele Tolonese”

Pm: “Ma delle attività criminali di Federico Trisciuoglio non sai niente?”

Verderosa: “Sapevo l’autosalone e il bar. Quello so”

Pm: “E dove glieli hai portati?”

Verderosa: “A casa sua”

Pm: “Ma quindi alcuni di questi soggetti di cui mi hai parlato il 28 non avevano dato la loro somma?”

Verderosa: “Chiedevano a me mi mancano questi soldi qua, ma quando vi dovete muovere ad andarli a prendere? Dice mo’ qualcosa li abbiamo già presi e qualcosa dobbiamo finire di prendere e te li portiamo”

Pm: “E sai che cosa succede se questi non pagano, come agiscono?”

Verderosa: “Questi pagano da una vita”

Pm: “Ah, questi pagano da una vita, proprio…”

Verderosa: “Pure altri che pagavano e non pagano più, e qualcuno che non so, perché non sono solo questi, io mi sono ricordato questi perché hanno parlato di questi soldi che mancavano, però non sono solo questi”

A sinistra, i compensi agli appartenenti all’organizzazione criminale; a destra, la lista con alcune vittime di racket

Secondo i magistrati, “importanti emergenze investigative che riscontravano in pieno quanto riferito sul punto da Verderosa Carlo è stato il rinvenimento delle tre liste sequestrate, infatti, oltre alla sostanza stupefacente, i tre fogli manoscritti, riportano, nell’ordine: i conteggi della droga ceduta con indicazione dei grammi e delle somme ricevute o da ricevere; la lista di alcune estorsioni effettuate dagli appartenenti alla ‘Società’ anche nei confronti di pregiudicati locali che smerciano sostanze stupefacenti e che sono costretti a versare una somma di denaro nelle casse della predetta consorteria criminale al fine di poter espletare l’attività di spaccio; la lista contenente i nominativi degli appartenenti all’organizzazione criminale mafiosa con l’indicazione dello stipendio mensile da ciascuno percepito”.

E ancora: “Oltre all’indicazione delle attività commerciali e delle relative somme estorte a ciascuno, proprio come riferito dall’aspirante collaboratore, compare anche l’indicazione della somma di denaro mensile destinata alla batteria Trisciuoglio-Tolonese, indicata nel manoscritto con la dicitura ‘togliere 6800 Zoppo’”. In altro foglio manoscritto, invece, risultano annotati nomi e cifre riconducibili agli appartenenti all’organizzazione ed ai compensi assicurati loro dall’organizzazione. (In alto, Rocco Moretti e Carlo Verderosa; sullo sfondo, un’immagine tratta dal video dell’operazione antimafia “Decima Azione”)

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Tags: Carlo Verderosaestorsionilista estorsioniMafia FoggiaRocco Moretti
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