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Home - Lupara bianca, 4 anni dalla scomparsa di “Bacchettone”. Due omicidi (forse collegati) e quelle minacce alla famiglia, una storia fitta di misteri

Lupara bianca, 4 anni dalla scomparsa di “Bacchettone”. Due omicidi (forse collegati) e quelle minacce alla famiglia, una storia fitta di misteri

Di Francesco Pesante
7 Febbraio 2021
in Cronaca
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Quattro anni dalla scomparsa di Matteo Masullo, 30enne di Torremaggiore, vittima di lupara bianca. La sera del 7 febbraio 2017 alle 19:45, Matteo detto “Bacchettone” perché alto e snello, andò a casa della fidanzata a Termoli. Poco prima di cena ricevette una telefonata ed uscì dicendo che sarebbe rientrato poco dopo. Ma in quella casa non fece più ritorno. Aveva con sé due cellulari: un iPhone 6 grigio e un Samsung nero vecchio modello. Entrambi spenti. La sua auto fu ritrovata chiusa tre giorni dopo, in una masseria abbandonata a San Severo, a 60 km di distanza: le chiavi mai ritrovate. All’interno c’erano i suoi documenti, patente e carta di identità, il solo vetro rotto dell’iPhone, senza il cellulare, e la custodia. Quello di Matteo Masullo è uno dei tanti misteri della provincia di Foggia, scenario di diverse sparizioni, giovani vite spezzate e intere famiglie devastate dal dolore. A “Chi l’ha visto?”, papà Nicola aveva parlato di minacce e danneggiamenti alla sua abitazione. Persino la testa di un toro ricevuta a casa con scritto: “Per te Catozz”, dal nome di un personaggio della tv, guardia giurata come il padre di Matteo.

Ma torniamo a quella casa di Termoli. Matteo era dalla ragazza per una cena. Fu contattato al telefono e la fidanzata gli sentì dire: “Non venire da solo”. Chiusa la telefonata, Matteo disse: “Scendo un attimo, metti a fare le cotolette che tra mezz’ora torno”. Ma il giovane non era tranquillo, secondo i genitori aveva paura di qualcosa e si nascondeva da qualcuno. Inoltre era uscito dal carcere di recente, coinvolto in un traffico di auto rubate. “Si era messo in qualche giro pesante, forse droga”, le parole del padre. “Ci minacciano, qualcuno pensa che noi sappiamo che sta nascosto”, spiegò ancora il signor Nicola intervistato da “Chi l’ha visto?”.

La scomparsa di Masullo potrebbe essere collegata ad altri fatti di cronaca: il 5 febbraio alle 3:30 di notte, due giorni prima della scomparsa del 30enne, fu ucciso Giuseppe Anastasio alias “U’ Iatton”, colui che nel 2012 voleva sparare contro un rivale in amore ma ammazzò per errore Stella Costa, una bambina innocente di 12 anni. Anastasio scontò 12 anni di reclusione. Qualcuno, convinto che fosse stato Masullo a premere il grilletto per eliminare Anastasio, mise persino una taglia di 100mila euro sul giovane. “Questa persona – riferì papà Nicola – mi ha detto che mio figlio gli ha tolto la cosa più cara che aveva e ora vuole togliermi la cosa più cara che ho”.

Alla scomparsa di Masullo sarebbe collegato anche l’omicidio di Pasquale Maiellaro, un grande amico di Matteo. Maiellaro, operatore ecologico, fu ucciso ad aprile 2017, due mesi dopo la scomparsa di “Bacchettone”. Nel 2002 lo spazzino uccise Nazario Protano per uno sguardo di troppo. Per Maiellaro anche alcuni piccoli precedenti legati alla droga ma nulla di così rilevante da collocarlo all’interno della criminalità organizzata di San Severo e Torremaggiore. Dopo gli anni di carcere, il giovane aveva iniziato a lavorare per l’azienda di igiene urbana e sembrava essersi allontanato dagli ambienti illeciti. Anche lui sarebbe al centro di questo intreccio di sangue e sparizioni che quattro anni dopo è ancora ricolmo di misteri. IL SERVIZIO DI CHI L’HA VISTO? – CLICCA QUI PER VEDERE

Tags: lupara biancaMatteo MasulloTorremaggiore
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