Emergenza Covid, sanità privata sotto pressione in provincia di Foggia: “Non sappiamo più dove mettere i pazienti”

Telesforo del gruppo “Universo Salute” lancia l’allarme: “Il rischio è non riuscire a garantire la coesistenza di percorsi puliti e sporchi nelle strutture”. Salatto: “Penuria di medici e infermieri”

Le file di ambulanze al Riuniti di Foggia potrebbero essere solo il preludio all’imbuto che rischia di strozzare il sistema sanitario pugliese nella seconda ondata di Covid-19. L’aumento dei posti letto nella nuova rete della Regione Puglia, potrebbe non bastare senza provvedimenti normativi idonei finalizzati a contenere la curva dei contagi. Il governatore Michele Emiliano e l’assessore Pier Luigi Lopalco stanno chiedendo un supporto largo al privato accreditato, mettendo alcune strutture in “lista d’attesa” per l’eventuale worst case, lo scenario peggiore che è possibile prevedere in questo momento. È il caso, in Capitanata, di Casa Sollievo della Sofferenza e della clinica Brodetti di Potito Salatto, inizialmente inserite nella griglia comunicata da Bari (poi rettificata).

L’unica presente in questo step è Universo Salute, in questi giorni alle prese anche con il focolaio della fondazione Palena dove sono risultati positivi tutti gli ospiti e il personale in servizio,  pur continuando a garantire tutti i servizi di ricovero ospedaliero, Rsa e riabilitazione nell’area Covid free della struttura di via Lucera a Foggia.

“La situazione è complessa, dobbiamo far fronte a flussi inusitati di pazienti – commenta Paolo Telesforo, proprietario dell’omonimo gruppo e amministratore delle cliniche Don Uva -. Siamo già oltre le nostre capacità e se il trend dovesse continuare a crescere difficilmente saremmo in grado di assorbire questa seconda ondata della pandemia. Serve recuperare tempo con provvedimenti rigidi ed equiparare il test molecolare all’antigienico, che ha dimostrato risultati adeguatamente attendibili: abbiamo bisogno di ricevere risultati in tempi rapidi per prendere provvedimenti idonei, soprattutto sul personale. In questa fase, continuiamo a garantire una buona qualità assistenziale, ma il rischio, a breve, è non riuscire a garantire la coesistenza di percorsi puliti e sporchi all’interno delle strutture. Il potenziamento della rete Covid approvato dalla Regione Puglia va sostenuto con provvedimenti normativi stringenti, per contenere le catene di contagio”.

Salatto e Telesforo

Il presidente di Aiop Puglia, Potito Salatto, sottolinea la necessità di interventi rapidi per garantire la tenuta del sistema. “Abbiamo dato disponibilità per le nostre strutture, ma bisogna sottolineare che, al di là del sovraccarico evidente, c’è penuria di medici e infermieri, considerando anche il timore e il personale in malattia… Non si può navigare a vista in una fase delicata come questa, certo scontiamo ritardi di programmazione, tuttavia spero che questa fase sia produttiva per ricalibrare il sistema sanitario regionale”.

A San Giovanni Rotondo, dopo l’allarme lanciato in questi giorni per i pazienti in attesa al Pronto soccorso, il direttore generale Michele Giuliani continua a ribadire la necessità di una integrazione forte con il sistema territoriale. “Ritengo che il nostro sia un contributo fondamentale alla rete Covid regionale e, forse come non mai, stiamo registrando una piena collaborazione territoriale con un sistema di mutuo soccorso – commenta a l’Immediato -. Siamo certi che le autorità regionali non faranno mancare il loro sostegno in un momento così difficile per gli operatori sanitari che sono chiamati quotidianamente a lavorare sotto pressione che dura, purtroppo, da mesi”. Nella città di San Pio, i frati hanno formalizzato la disponibilità di mettere a disposizione della rete il presidio “Gli Angeli”, nel quale è stato registrato un focolaio nei giorni scorsi.

L’idea è quella di mettere a disposizione del sistema 65 posti letto accreditati, con l’obiettivo di “decongestionare gli ospedali pubblici”. Il numero complessivo verrebbe ripartito tra utenti Covid e post Covid. “È demoralizzante constatare come il virus SARS-Cov-2 riesca a ‘eludere’ qualsiasi barriera – chiosa Giacomo Forte, responsabile area Strategica, comunicazione e marketing della Fondazione -, qualsiasi accorgimento o precauzione e a penetrare soprattutto in quelle residenze dove più sono presenti soggetti fragili e vulnerabili. Forse, è davvero giunto il tempo di ripensare i requisiti strutturali di queste residenze, delle residenze sanitarie assistenziali, di tutto l’ambito extraospedaliero e forse anche ospedaliero: gli spazi, il numero massimo di ospiti per stanza e per modulo, i sistemi di sanificazione e, soprattutto, di ventilazione. E sottolineo, la parola ventilazione. Per le tecnologie, pensare a migliorare la qualità dell’aria, alla scansione termica, a potenziare i servizi online e la robotica. Nel frattempo – conclude -, è necessario mettersi in rete, per non disperdere l’enorme sforzo che sta facendo la Regione per arginare il propagarsi dell’infezione. Abbiamo ricevuto richieste di ricovero di pazienti positivi, ma stabili anche da fuori regione al fine di contribuire a decongestionare le strutture ospedaliere. Noi siamo pronti, ma abbiamo bisogno di autorizzazione e di quanto elencato tra le necessità”.

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