Telemedicina ed équipe di specialisti, il ‘modello Covid’ del Don Uva esportato nelle Rsa del Foggiano. “Così abbiamo gestito focolai”

Il direttore generale dell’azienda sanitaria foggiana, Vito Piazzolla, da martedì prossimo dovrà trovare una soluzione alternativa per garantire l’assistenza agli anziani risultati positivi al Coronavirus

“Abbiamo garantito l’assistenza adeguata a 50 ospiti delle strutture di Torremaggiore e Bovino colpite dall’emergenza Covid-19, martedì prossimo passeremo in consegna la situazione all’Asl di Foggia”. Un’equipe di specialisti del “Don Uva” ha garantito finora che i due focolai dell’Alto Tavoliere (la casa di riposo “Sacro Cuore” a Torremaggiore) e dei Monti Dauni (Rsa “Il Girasole” di Bovino) non diventassero delle bombe ad orologeria.

Il numero esponenziale dei contagi ha fatto scattare l’allarme, spingendo l’Asl di Foggia a chiedere la disponibilità della Universo Salute – che in via Lucera ha un’area Covid nel plesso della Riabilitazione – ad un’intervento per tamponare una delle emergenze che desta maggiore preoccupazione in Regione, come dichiarato dall’epidemiologo Pierluigi Lopalco a l’Immediato. Il direttore generale dell’azienda sanitaria foggiana, Vito Piazzolla, adesso però dovrà trovare una soluzione per garantire l’assistenza agli anziani risultati positivi al Coronavirus, perché martedì 14 la gestione dei pazienti passerà nelle sue mani.

La struttura di via Lucera, in cui attualmente sono gestiti 22 pazienti, in poco più di 48 ore aveva replicato il sistema organizzativo e i protocolli rigidi all’interno delle due residenze per anziani, anche grazie alla telemedicina. Con una app, “My Patient”, è stato possibile condividere le singole posizioni cliniche degli ospiti tra tutti gli specialisti (pneumologi, cardologi, ecc), effettuare esami diagnostici in tempi rapidi ed individuare il giusto trattamento farmacologico all’interno dei tre protocolli prestabiliti dall’Asl. Contemporaneamente, è stato predisposto un piano di sanificazione e di fornitura delle strumentazioni necessarie per i bisogni clinici degli anziani (anche bombole d’ossigeno).

“Sin dall’inizio abbiamo messo a disposizione la nostra dotazione tecnologica ed il nostro know-how per affrontare al meglio l’emergenza, non solo all’interno delle nostre strutture, ma anche all’esterno – spiega il vicepresidente del gruppo, Luca Vigilante -. Grazie ad un sistema in cloud, i nostri specialisti sono intervenuti in tempi rapidi confrontandosi costantemente sulle singole schede. Il nostro modello organizzativo è stato esportato nelle strutture del territorio per cui ci è stato chiesto un apporto”.

La rapidità di intervento in patologie che hanno caratteristiche evolutive particolari, come il Covid-19, è determinante. Il sistema messo a punto dal management è stato in grado finora di gestire circa 75 pazienti Covid in tre strutture. “Solo a Foggia forniamo assistenza a 500 pazienti – commenta Vigilante -, finora abbiamo avuto solo 9 positività al Coronavirus e sono tutti in fase di negativizzazione. Il rapporto, evidentemente, è molto basso. In ogni caso, ciò che conta è la capacità di gestire all’interno casi di questo tipo, con risorse umane e tecnologiche adeguate per questa grandissima sfida. In uno scenario pandemico, su questo ci giochiamo la partita – conclude -, non sullo stigma di uno o più casi emersi nelle strutture sanitarie e sociosanitarie del territorio”.

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