Il nuovo Piano Casa 2026 e le prospettive delle politiche urbane sono stati al centro dell’incontro istituzionale e tecnico “Piano Casa e Città del Futuro: Tra Rigenerazione e Infrastrutture Sociali”, promosso da ANCE Puglia e ANCE Foggia e ospitato nella sede del Formedil di Foggia.
L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti e operatori del comparto edilizio per approfondire le opportunità e le criticità del nuovo provvedimento nazionale pensato per fronteggiare l’emergenza abitativa, con particolare attenzione alle ricadute sul territorio pugliese e sulla Capitanata.
Rigenerazione urbana e nuove politiche per la casa
Il dibattito si è concentrato sulle misure previste dal Piano Casa e sul loro coordinamento con gli strumenti urbanistici regionali, a partire dai Piani Urbanistici Generali e dalla Legge Regionale n. 36 sulla rigenerazione urbana.
L’obiettivo condiviso emerso durante il confronto è quello di coniugare sviluppo economico, sostenibilità e infrastrutture sociali, favorendo interventi capaci di riqualificare il patrimonio edilizio esistente e migliorare la qualità della vita nelle città.
Chierici: “Per Foggia una grande opportunità”
Ad aprire i lavori è stato il presidente di ANCE Foggia, Ivano Chierici, che ha definito il Piano Casa 2026 una risposta concreta a un problema che coinvolge un numero crescente di famiglie e giovani.
“Il Piano Casa 2026 rappresenta finalmente una risposta concreta a un’emergenza abitativa che da troppo tempo interessa famiglie, giovani e fasce sociali sempre più ampie del nostro Paese”, ha dichiarato.
Chierici ha però evidenziato anche alcune criticità legate ai tempi di attuazione e alla necessità di una governance chiara. Secondo il presidente di ANCE Foggia, senza regole applicative certe e strumenti operativi efficaci il rischio è che gli obiettivi del provvedimento possano essere rallentati.
Riferendosi al territorio provinciale, ha aggiunto che la misura rappresenta una grande occasione per recuperare immobili inutilizzati, ampliare l’offerta di edilizia sociale e riqualificare i quartieri più fragili.
“Foggia può diventare un laboratorio nazionale delle politiche dell’abitare, ma per riuscirci servono visione strategica, investimenti stabili e la capacità di trasformare i progetti in cantieri, e i cantieri in case per i cittadini”, ha affermato.
L’allarme di Biancofiore sulla fuga degli studenti
Nel suo intervento, il presidente di ANCE Puglia, Gerardo Biancofiore, ha richiamato l’attenzione sul tema della residenzialità studentesca e sull’emigrazione universitaria.
“Amareggia constatare che nell’anno accademico 2024-2025 circa 40mila ragazzi pugliesi hanno scelto università extra regione nonostante l’eccellenza dei percorsi accademici esistenti in Puglia”, ha sottolineato.
Secondo Biancofiore, l’emergenza abitativa che coinvolge studenti, giovani coppie e famiglie a basso reddito richiede interventi urgenti per garantire alloggi a costi sostenibili. Il presidente regionale di ANCE ha inoltre espresso l’auspicio che il Piano Casa possa concretizzarsi rapidamente, contribuendo sia alla rigenerazione del patrimonio edilizio sia al mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali del settore delle costruzioni.
Betti: “La casa è una priorità per la competitività dei territori”
Di forte impatto anche l’intervento del vicepresidente nazionale ANCE per l’edilizia e il territorio, Stefano Betti, che ha collegato il tema abitativo alla capacità di attrazione economica delle città.
“C’è un’emergenza abitativa che è aumentata e quei territori che non danno risposte a questa emergenza saranno territori che non attrarranno talenti, non attrarranno competenze e non avranno slancio imprenditoriale”, ha affermato.
Betti ha parlato apertamente di un fallimento del sistema normativo attuale, sostenendo la necessità di affrontare il problema abitativo in maniera immediata e strutturale.
Il contributo delle istituzioni e del mondo accademico
Il confronto è stato arricchito dagli interventi della presidente della V Commissione del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, che ha posto l’accento sui temi della legalità e della formazione, auspicando occasioni di confronto sempre più frequenti tra istituzioni e operatori.
Un contributo è arrivato anche da Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi dell’Unione Europea (HOUS), che ha evidenziato l’impegno europeo sul fronte delle politiche abitative, tema affrontato per la prima volta in maniera organica dalle istituzioni comunitarie.
A chiudere gli approfondimenti è stata la relazione di Ezio Micelli, professore ordinario presso l’Istituto universitario di architettura di Venezia, che ha offerto una riflessione sulle prospettive della rigenerazione urbana e sulle sfide che attendono il settore nei prossimi anni.










