Morti di Coronavirus nel Foggiano, Lopalco: “Tamponi a tappeto nelle Rsa, diversi focolai. Purtroppo ci aspettiamo un aumento di decessi”

Negli ultimi giorni il numero dei malati è stato “trainato” dai casi nelle residenze per anziani. L’epidemiologo a l’Immediato: “In Capitanata numero di contagi alto in rapporto alla popolazione”

Sessantacinque morti su centottantadue. Il dato dei decessi in provincia di Foggia, se rapportato all’intera regione, comincia a destare preoccupazione. Solo ieri il bollettino della Regione Puglia ha contato cinque morti (su nove). Per l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo della task force pugliese, “il dato risente molto del fatto che la Capitanata è stata la prima provincia colpita e che, in rapporto alla popolazione, ha un numero di contagi alto”.

“Qui l’epidemia è partita prima – spiega l’esperto a l’Immediato, bisognerebbe guardare l’età dei decessi. Un altro aspetto importante da valutare negli ultimi giorni è l’emersione di casi nelle Rsa. Questo influisce molto sui dati. Difatti, stiamo effettuando tamponi a tappeto nelle strutture, facendo emergere diversi focolai. I dati dei contagi degli ultimi bollettini sono trainati da questi casi. Stanno emergendo anche diversi asintomatici. Purtroppo, dovremmo aspettarci anche un aumento del numero di decessi legato a questo scenario emergenziale che avevamo prefigurato una settimana fa”.

Più in generale, il dato pugliese – rispetto al contesto nazionale, così come fotografato dall’Istituto Superiore della Sanità -, mostra delle peculiarità non proprio rassicuranti. Per esempio, si riscontrano percentuali più alte di letalità nelle fasce d’età tra i 30 e i 49 anni. Delle 182 vittime, in Puglia 15 hanno meno di 60 anni: di queste 9 hanno una età compresa tra 30 e 39 anni (5 casi) e 40-49 anni (4 casi). Rispetto allo 0,4% di letalità registrato a livello nazionale nella fascia 30-49 anni e dello 0,8% in quella successiva 40-49 anni, nella nostra regione la situazione è del 2,3% per la fascia più giovane e dell’1,2% per quella tra 40-49 anni.

Se in quest’ultimo caso c’è poca differenza con il dato nazionale, nella fascia precedente c’è uno scostamento sostanziale (dallo 0,4% nazionale al 2,3% regionale). Al 2 aprile, a livello nazionale, sono 145 dei 12.550 (1,2%) i pazienti deceduti Covid-19 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 35 di questi avevano meno di 40 ed erano 26 persone di sesso maschile e 9 di sesso femminile con età compresa tra i 24 ed i 39 anni). Di 14 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche, gli altri 18 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e in 3 non sono state diagnosticate patologie di rilievo.

In Puglia, l’incidenza cumulativa per 100mila abitanti si colloca in un range medio a livello nazionale. La regione, infatti, registra un tasso pari al 2% che corrisponde a 55 casi per 100mila abitanti.





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