“Assunzioni o salta il Consorzio” e “ricatti all’Asl”, le intercettazioni del sistema clientelare dei Cera. Procura Foggia: “Pronti a sentire Emiliano”

Secondo l’accusa, i diversi filoni di indagine configurano un “sistema di corruzione elettorale volto a promettere utilità in cambio di voti”

Pressioni per le assunzioni al Consorzio di Bonifica della Capitanata. “Forzature” delle procedure amministrative volte favorire il privato per la gestione del Cup (centro unico per le prenotazioni) nei giorni della riconferma del direttore generale dell’Asl di Foggia, Vito Piazzolla. Richiesta di una nomina alla Asp di Chieuti in cambio del sostegno elettorale alla ricandidatura di Francesco Miglio a sindaco di San Severo. Sono queste le ipotesi accusatorie – in parte respinte dal Gip – che hanno portato alla misura cautelare per l’ex parlamentare Angelo Cera e per il figlio Napoleone, consigliere regionale.

Il procuratore della Repubblica di Foggia, Ludovico Vaccaro, ha già annunciato ricorsi per portare avanti la linea dura nel contrasto alla “gestione clientelare della cosa pubblica”. Tutto è partito dai diversi atti intimidatori che hanno colpito la società in house Sanitaservice srl, con le ambulanze date alle fiamme da ignoti. L’indagine, svolta soprattutto con l’utilizzo di intercettazioni ambientali e telefoniche, è partita diversi mesi fa, e si è conclusa a luglio scorso con la richiesta delle misure cautelari. Tutto è stato tenuto riservato fino a qualche giorno fa, quando l’assessore regionale al Welfare, Salvatore Ruggeri, ha annunciato di essere indagato nella nomina del commissario dell’Asp “Castriota e Corropoli”. Poi l’intervento del governatore Michele Emiliano e l’arresto di questa mattina dei due politici sammarchesi. Nell’indagine figurano anche i nomi di Piazzolla ed una sesta persona, L.M. di Manfredonia finita sotto la lente degli inquirenti per un incarico nell’ambito della comunicazione per il gruppo regionale dei Popolari ricevuto dopo l’impegno elettorale di un parente stretto a favore dei Cera.

Il “ricatto” delle assunzioni al Consorzio di Bonifica

Secondo la Procura, i politici avrebbero fatto pressioni sui vertici dell’Ente per ottenere l’assunzione di determinati soggetti. “Come si evince dal capo di imputazione, nel corso del 2018 erano già state avanzate richieste di assunzioni – spiega il procuratore -, ma queste non hanno assunto rilevanza penale. Però a dicembre del 2018, Napoleone Cera presenta, in qualità di consigliere comunale, un emendamento alla legge di stabilità nel quale si prevede l’assoggettamento del Consorzio ad un diverso regime normativo. Senza entrare nei tecnicismi, si può dire, come sottolinea il Gip, che questa modifica avrebbe determinato la soggezione diretta dell’Ente alla Regione e, dunque, effetti esiziali per la sorte del Consorzio. In particolare, la funzione irrigua sarebbe passata all’Acquedotto Pugliese”.

In alcune audizioni, però, si dice che questo emendamento sarebbe stato “un colpo mortale al Consorzio”. Le stesse intercettazioni degli indagati parlano di un “effetto soppressivo”. “Mio figlio ha presentato un emendamento al Bilancio con il quale si facevano sparire i Consorzi – si legge -, avrebbero votato per farli sparire. L’emendamento li fa sparire per essere gestiti dall’assessorato all’Agricoltura”. A quel punto, secondo la Procura, le pressioni per le assunzioni vengono legate a questo emendamento che viene presentato e, subito dopo, ritirato. “A questo punto – ha chiosato Vaccaro – si utilizza la possibilità di ripresentarlo come elemento ricattatorio per imporre l’assunzione di determinate persone”. “Dobbiamo assumere te e un’altra persona – dice Angelo Cera in una conversazione -, perché se non dovesse succedere siamo pronti a ripresentare l’emendamento a maggio-giugno”.

La gestione del Centro unico prenotazioni della sanità foggiana

“Gestire le prenotazioni nella sanità può essere una leva elettorale potentissima”. Perciò i fari della Procura di Foggia si sono rivolti ad una fase particolare dell’Asl, quello della scelta tra la gestione privata del servizio, affidato nel lontano 2013 alla Gpi Spa di Trento, oppure alla internalizzazione, ovvero la gestione diretta attraverso la Sanitaservice, società interamente controllata dall’Asl, “con un importante risparmio di risorse pubbliche”. In quel periodo, c’era anche in ballo la riconferma del direttore generale Vito Piazzolla, nominato ai vertici dell’Azienda da Nichi Vendola e riconfermato da Emiliano. “Nel 2018, i vertici dell’Asl, insieme all’amministratore unico della Sanitaservice, Massimo Russo, commissionano uno studio di fattibilità per internalizzare il Cup”, spiega Vaccaro. “Questo studio viene depositato a dicembre dello stesso anno e attesta la convenienza della gestione in house”. La procedura “va avanti a tal punto che si prevede l’assunzione in Sanitaservice dei dipendenti di Gpi impiegati nel Cup”.

La partita, a quel punto, sembra chiusa. “Tutto però si blocca – dice Vaccaro -, facendoci avanzare l’accusa di induzione indebita nell’aver favorito la società privata, alla quale è stato prorogato il servizio per un anno dopo la scadenza prevista a inizio 2019, anche perché in quel periodo era in ballo la riconferma del vertice dell’Asl”. Il gip parla di “rapporti amichevoli tra i Cera e la Gpi”, al punto che i politici nelle intercettazioni la indicano esplicitamente come “la società nostra”. Chiara sarebbe anche l’azione rivolta a fermare l’internalizzazione: “L’abbiamo fermata”, dicono in una chiacchierata.

Il caso della Asp di Chieuti: “Pronti ad ascoltare Emiliano”

La nomina del commissario della Asp “Castriotta e Corropoli” sarebbe passata dal sostegno elettorale a Francesco Miglio a San Severo richiesta da Emiliano. A quel punto, i Cera avrebbero incassato un ok di massima alla scelta dell’avvocato manfredoniano Cosimo Titta (nomina che non si è mai concretizzata). Secondo gli inquirenti già questo basterebbe a configurare una ipotesi di reato che dà il senso dello “spaccato clientelare”. “Abbiamo ritenuto gravi gli episodi perché reiterati – ha precisato Vaccaro -, noi abbiamo tempi indipendenti dalla politica, che non possono essere condizionati in nessun senso. L’indagine è stata assolutamente riservata. Stiamo valutando di ascoltare Emiliano, abbiamo già detto ai suoi avvocati che se lui intende presentarsi spontaneamente per rendere dichiarazioni, la porta della Procura è sempre aperta. Mentre per l’interrogatorio sono in corso valutazioni”. “Da questi tre episodi – conclude – emerge una gestione dell’attività politica improntata ad un sistema clientelare, anche perché ci sono altri episodi che riguardano la corruzione elettorale, ovvero la promessa di utilità in cambio di voti”.

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