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Home - Mafia del Gargano, fiumi di sangue per il controllo della droga. I viestani progettavano strage

Mafia del Gargano, fiumi di sangue per il controllo della droga. I viestani progettavano strage

Di Redazione
4 Giugno 2019
in Inchieste
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Intercettazioni choc nelle 114 pagine dell’ordinanza sull’arresto di Claudio e Giovanni Iannoli, i cugini viestani fermati ieri con l’accusa di aver tentato di uccidere il boss Marco Raduano, scampato per miracolo alla morte il 21 marzo 2018. Agguato fallito perchè il kalashnikov fece “puff puff”, inceppandosi dopo i primi colpi. Decisive le intercettazioni per incastrare i due uomini, beccati dalle forze dell’ordine in quanto già monitorati nell’ambito delle indagini sui traffici di droga tra Gargano e Albania. Il 43enne Claudio Iannoli è stato arrestato qualche settimana fa nell’operazione “Ultimo Avamposto” e indicato come elemento di spicco nel business degli stupefacenti tra promontorio, Foggia e Abruzzo.

Nelle carte firmate dal gip Giovanni Anglana, spunta anche il nome di Omar Trotta, l’uomo ucciso nel suo ristorante di Vieste a luglio 2017. Giovanni Iannoli, 33 anni, parlando con la madre disse: “Ma sai a Vieste quanti sbarchi hanno fatto gli albanesi, in questi anni qua? Per ogni sbarco sai quanti soldi prendevano! Omar andava anche in Albania e là per ogni sbarco prendevano un sacco di soldi“. C’è proprio il controllo degli stupefacenti al centro della recente guerra di mafia che coinvolge tutti i maggiori clan locali: i Li Bergolis-Miucci (area Manfredonia-Monte S.Angelo), i Lombardi-Ricucci-La Torre (area Manfredonia-Mattinata-Monte S.Angelo) e i gruppi foggiani guidati dai Sinesi e dai Moretti.

A Vieste, lo scontro tra Marco Raduano e Girolamo Perna ha portato alla morte di quest’ultimo, riferimento degli Iannoli fino allo scorso 26 aprile quando ignoti lo hanno eliminato a colpi di fucile. Raduano, invece, è in carcere a Nuoro. Nel 2018, nella guerra della droga, sono stati uccisi altri giovanissimi: Antonio Fabbiano il 25 aprile e Girolamo Pecorelli il 19 giugno.

“Prima comandava Marco Raduano, gli ho sparato! Mo voglio comandare io!” – le parole di Giovanni Iannoli a sua madre -. “No, non è morto… e siamo rivali… prima che ci uccidevano loro a noi, ci abbiamo provato noi e non ci siamo riusciti”. La donna rispose: “Ma perché ti sei andato a impelagare in questa immondizia tu? Cioè tu sei arrivato all’altezza… che hai preso la pistola e sei andato a sparare ai cristiani… ma ti rendi conto?… volevi togliere la vita ad un’altra persona?… comunque la droga si, ma per fare i piaceri agli altri sei rimasto impicciato tu… capito!”.

Ma non è tutto, il 33enne Giovanni Iannoli – oggi rinchiuso a Siracusa mentre il cugino si trova a Terni – progettava una strage e affermò di voler “colpire gli avversari quando si trovavano in gruppo – si legge in un’altra intercettazione datata 13 luglio 2018 -, ammazzandone almeno tre ed evitando in ogni modo la fuga di eventuali sopravvissuti”.

“Li devi acchiappare tutti e tre insieme”, disse ancora Iannoli parlando con un suo alleato che rispose: “Lo sai che sarebbe? Un prosciutto proprio… crudo e mozzarella… tutti e tre insieme sono crudo e mozzarella“.

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Tags: garganoIannolimafiaVieste
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