Vedove Luciani a Foggia: “La mafia? Uccide e basta”. Volpe: “Prenderemo i responsabili della strage di San Marco”

L’intervento in occasione della presentazione del libro “Ti mangio il cuore” scritto da Carlo Bonini e Giuliano Foschini. “Oggi condividiamo lo stesso dolore, la stessa mancanza”

Come sempre cariche di significati le parole di Marianna e Arcangela Luciani, vedove dei due contadini uccisi nella strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017. Le due donne erano ieri a Foggia, ospiti della presentazione del libro sulla mafia garganica, “Ti mangio il cuore” di Carlo Bonini e Giuliano Foschini, organizzata dalla libreria Ubik, in collaborazione con la Fondazione Apulia Felix. “Io e Arcangela eravamo cognate, con un bellissimo rapporto – ha detto Marianna rispondendo a una domanda del moderatore, il giornalista RaiGiacinto Pinto -. Oggi condividiamo lo stesso dolore, la stessa mancanza. Quella che lei ha, che io ho. E che i nostri figli hanno. La mia bambina non ha mai visto il suo papà e mai lo vedrà. Non sapevo cos’era la mafia. Oggi lo so. E posso dire solo una cosa. Uccide, nient’altro. Uccide”.

Arcangela, in attesa dell’imminente processo al presunto basista della strage, il manfredoniano Giovanni Caterino, ha spiegato: “Per noi familiari non sarà semplice ascoltare quanto verrà detto nell’aula di tribunale. Ma mi auguro che da quel processo venga fuori la verità del 9 agosto 2017, e che mio marito e mio cognato possano finalmente riposare in pace e avere giustizia – una parola che Arcangela ripete continuamente -. È importante soprattutto che i nostri figli abbiano giustizia. Mio figlio esce spesso sul balcone e mi dice: ‘Papà è in cielo’. E io mi dico fortunata perché è ancora troppo piccolo e non posso raccontargli cosa è successo al padre, ma un giorno dovrò farlo. E spero di aggiungere che ha ottenuto giustizia”.

Ospite nel capoluogo dauno anche il procuratore della DDA di Bari, Giuseppe Volpe: “Mai come dopo la strage del 9 agosto, le forze di polizia sono impegnate per fornire a noi magistrati gli elementi per arrestare e processare i responsabili di quella efferata strage e degli altri episodi criminali che si sono verificati. Come successo per Gomorra – ha aggiunto Volpe -, spero che questo libro faccia conoscere nel mondo intero quanto succede qui. E che induca la popolazione a collaborare come sta avvenendo in qualche caso. Oggi, la reazione che noi abbiamo dopo il terribile fatto dell’agosto 2017, è quella che tutti abbiamo potuto sentire dalle nobilissime parole delle due vedove Luciani”.