Musica ed emozioni “oltre le sbarre”. Giornata senza barriere nel carcere di Lucera

Successo per lo spettacolo organizzato dal docente del Cpia1, Sergio Picucci. Sul palco, insieme con i cantanti ristretti, Micky Sepalone, Angela Piaf e Valerio Zelli. Accompagnamento musicale di eccezione con Stefano Capasso, Francesco Loparco e Antonio Moffa. I detenuti: “grazie di questa bella opportunità”

Un pomeriggio ricco di emozioni, senza barriere grazie alla musica. Ha riscosso grande successo la manifestazione organizzata da Sergio Picucci, docente di musica del CPIA1, il Centro Provinciale di Istruzione per Adulti di Foggia, presso la Casa Circondariale di Lucera. 

Dopo i saluti del direttore dell’Istituto Penitenziario, Valentina Meo Evoli, che ha voluto “ringraziare la Dirigente e i docenti del CPIA1 per l’impegno quotidiano e per la disponibilità mostrata nell’organizzazione del saggio finale”, Picucci ha presentato gli ospiti illustri che hanno animato l’evento musicale. 

“Vorrei un grande applauso – ha detto – per gli amici Micky Sepalone e Angela Piaf, noti professionisti foggiani che vantano innumerevoli concerti e collaborazioni con musicisti internazionali. Un ringraziamento particolare va a un artista di calibro come Valerio Zelli: autore, produttore discografico, cantante degli Oro e autore della musica del celebre brano “Vivo per lei”, che ha accettato il mio invito senza alcuna esitazione. Questo pomeriggio tutti gli artisti e i cantanti in erba saranno accompagnati da musicisti di grande valore come Stefano Capasso (piano); Francesco Loparco (chitarra) e Antonio Moffa (batteria). Uno spettacolo che ha due particolarità: il 90% dei cantanti ristretti calcherà per la prima volta il palco e tutti loro hanno conosciuto i musicisti solo mezz’ora fa, senza avere possibilità di provare”. 

Le esibizioni, presentate per l’occasione da Gregorio, sono risultate particolarmente toccanti. Antonio ha eseguito “Un senso” di Vasco Rossi e “La Forza della Vita” di Paolo Vallesi, Gregorio e Nicola “L’ora dell’amore” dei Camaleonti, Miguel “Il Carrozzone” di Renato Zero, Christian “Tu si’ na cosa grande” di Domenico Modugno e “Lo specchio dei pensieri” di Gigi Finizio, Mimmo e i coristi “Ricordati di Chico” dei Nomadi – ispirando alcuni passi di danza tra i presenti – e Costantino “Più su” di Renato Zero. 

Il tempo amico, nemico e spunto di riflessione. Questo è stato il tema conduttore della manifestazione, la cui atmosfera è stata scaldata da Micky Sepalone e Angela Piaf con alcuni classici della canzone napoletana come “’A città ‘e pulecenella”, “Senza giacca e cravatta”, “Reginella” e “O’ sarracino”. 

Valerio Zelli, invece, ha commosso la platea con “Vivo per lei”. “Sono particolarmente emozionato – ha detto – e grazie a questa esperienza ho imparato una lezione. Ho il privilegio di appartenere alla musica, un linguaggio comune che supera ogni barriera e oggi ce lo siamo donati a vicenda. Vi ringrazio per queste emozioni: ho cantato tre volte a Sanremo e in grandi stadi, ma raramente ho provato sensazioni forti come quelle di oggi”. 

Al termine dello spettacolo, Costantino – a nome di tutti i detenuti – ha voluto ringraziare “il maestro Picucci per la pazienza e la caparbietà con cui ha portato avanti il progetto musicale. Un ringraziamento particolare vogliamo farlo al direttore Valentina Meo Evoli – ha sottolineato – al funzionario pedagogico Cinzia Conte, al Comandante Daniela Raffaella Occhionero, all’assistente Capo Raffaele Prencipe e a tutto il corpo di Polizia Penitenziaria per la disponibilità e per l’organizzazione. Grazie ancora al CPIA1, che ha reso possibile tutto questo”.

In platea, anche Annalisa Graziano del CSV Foggia e Luigi Talienti, vicepreside del CPIA1 che ha portato i saluti della dirigente e ringraziato “il collega e amico Picucci. Questa iniziativa dimostra come tutti i progetti realizzati con il cuore abbiano sempre un valore aggiunto”, ha detto. La manifestazione si è conclusa con una esibizione corale di “O surdato ‘nnammurato”.

Lo spettacolo è stato inserito nel calendario degli eventi programmati dall’Istituto Penitenziario di Lucera per celebrare “Matera Capitale della Cultura”.

foto Lello Pellegrino



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