Assalti armati e colpi del secolo, Cerignola caso nazionale. “È università del crimine”

Una serie impressionante di episodi avvenuti anche fuori dai confini nazionali. La malavita nel centro ofantino si guadagna così le pagine delle cronache nazionali

Auto e tir in fiamme su statali e autostrade, fasce chiodate sull’asfalto, portavalori e caveau assaltati anche oltre i confini italiani, come nel caso del colpo alla Loomis in Svizzera. Il caso Cerignola è diventato nazionale. Il Corriere della Sera ha dedicato un focus alla realtà criminale del centro ofantino alla luce di quanto avvenuto sulla Statale a Mellitto nel Barese pochi giorni fa. Un colpo da 2,3 milioni messo a segno in 20 minuti ai danni di un portavalori.

“Una università del crimine” viene definita dal quotidiano milanese. “Decisi, rapidi e spietati – si legge -, come solo chi studia a tavolino un colpo del genere può fare, come solo chi sa che due ruspe a bordo strada, laddove i lavori per il raddoppio della carreggiata sono eterni, non danno nell’occhio. Perché se esistesse realmente l’ “Università del crimine” la sua sede potrebbe essere in Puglia, probabilmente a Cerignola”.

Nel marzo 2011 in Toscana, a Poggio Bagnoli, in provincia di Arezzo avvenne il “colpo del secolo”, ribattezzato così dalle forze dell’ordine. All’epoca venne bloccata non una strada, non un quartiere — come accaduto, sempre per mano di cerignolani, a Bari, nel 2014 — ma un intero paese, ancora una volta con auto e macchinari rubati. Meni e braccia erano pugliesi.

L’ultimo grande colpo del 2018 è avvenuto tra Bari e Foggia, a Canosa, città confinante con Cerignola: a fine novembre un portavalori che trasportava orologi e gioielli venne bloccato sull’autostrada A14 e i rapinatori, armati di fucili e pistole, per paralizzare il traffico e ostacolare l’intervento dei soccorritori utilizzarono bande chiodate, dando poi fuoco ai mezzi per coprirsi la fuga.

Il Corsera ricorda “l’assalto da Far West del novembre 2016 quando venne bloccato non un furgone portavalori, bensì un autobus di linea che collegava la Puglia a Roma. Poco prima di un casello — di Cerignola, ovviamente — due incappucciati bloccarono il bus e, una volta saliti a bordo con fucili in pugno per minacciare i 50 viaggiatori, rubarono soldi, telefonini ed effetti personali di valore.

“Insomma – si legge ancora -, se c’è un posto, in Italia, in cui i colpi vengono studiati a tavolino senza farsi spaventare dai chilometri da percorrere, questo è Cerignola. “Il cerignolano fa lavorare la mente anche nelle attività criminali”, spiegano i cittadini “per bene” del centro del Tavoliere ogni qualvolta si chiede loro di questa strana particolarità del territorio.

Il cerignolano è intraprendente e anche un po’ arrogante nella sua sicurezza. E questa caratteristica, se da una parte lo fa emergere in tanti campi, dall’altra lo fa primeggiare anche nel male”. E infatti, sul lato del bene, i cerignolani famosi non mancano: da Nicola Zingarelli, a cui si deve l’omonimo ‘Vocabolario della Lingua Italiana’, a Giuseppe Di Vittorio, il padre del sindacato italiano, fino a Pinuccio Tatarella. Il cerignolano non è democristiano: o è comunista o è fascista, o è bianco o è nero. La sua propensione è confrontarsi con il prossimo, ma spesso non per cercare l’accordo, per prevalere.

La cosa che dà fastidio ai cerignolani — e in genere ai pugliesi — quando si verificano episodi di questo tipo, è che a fronte della stragrande maggioranza della popolazione che si comporta bene, la cronaca fa emergere la minoranza, seppur non sparuta, che si comporta male. Ma la criminalità organizzata è così diffusa all’interno del contesto sociale che può capitare di prendere un caffè al bar con una persona dalla presenza distinta e scorgerla qualche giorno dopo nelle foto della cronaca nera del giornale. La prova? Uno dei protagonisti del “colpo del secolo” venne prese tempo dopo a Verona durante “Fieracavalli” mentre era intento ad acquistare degli splendidi stalloni. L’unica consolazione è che nell’anno che si è appena chiuso l’Italia non ha partecipato ai Mondiali di calcio: quando gli azzurri vanno avanti nella competizione, crescono i furti di auto nelle città del Tavoliere, perché i cerignolani sono soliti festeggiare le vittorie della nazionale con “autoscontro”. Con mezzi rigorosamente altrui. E molti ne vanno fieri: in rete circola un meme con un cartello di Benvenuti a Cerignola con l’aggiunta “la vostra auto è già qui”.



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