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Home - Agguato a Silvestri, strana delibera poco dopo l’omicidio. E riemergono spettri dal passato

Agguato a Silvestri, strana delibera poco dopo l’omicidio. E riemergono spettri dal passato

Di Francesco Pesante
24 Marzo 2017
in Inchieste
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Prima il bando comunale poi la delibera. A Monte Sant’Angelo tiene banco l’agguato a Giuseppe Silvestri, il 44enne morto ammazzato la mattina del 21 marzo scorso in via Estramurale (funerali domani pomeriggio nella chiesa del Carmine). Il giorno prima dell’agguato, sul sito del Comune era apparso un bando riguardante l’assegnazione dei lavori di demolizione di alcuni abusi edilizi perpetrati dall’uomo anni prima. Nient’altro che una coincidenza, certo. Ma anche il giorno dopo, praticamente a poche ore dalla morte di Silvestri, ecco che sul sito del Comune commissariato per infiltrazioni mafiose, spunta una delibera. È la numero 49 del 21 marzo 2017, redatta dalla commissione straordinaria.

Un documento attraverso il quale il Comune consente la proroga dell’utilizzo dei lavoratori impegnati in attività socialmente utili (gli LSU) fino al 31 dicembre 2017. Nella lista, però, manca il numero 18 ovvero Giuseppe Silvestri, ucciso qualche ora prima. In un’altra delibera, la numero 12 del 31 gennaio scorso, il Comune aveva già prorogato l’utilizzo degli LSU per venti persone, Silvestri compreso. Nella lista, infatti, compare, in ordine alfabetico, al numero 18. Nella delibera numero 12, però, la proroga riguardava soltanto le spettanze del mese di gennaio. Nel giorno dell’omicidio, invece, Silvestri scompare e il periodo si allunga fino a fine anno. Nel compilare la tabella è mancata anche l’accortezza di risistemare la numerazione degli LSU che, ad un primo sguardo, sembrano ancora venti ma, in realtà, sono 19 data l’assenza del numero 18. Una coincidenza anche questa? Probabile ma di certo ha destato più di una curiosità. Silvestri, oltre ad essere un allevatore, era assunto come LSU presso altro ente (a tempo determinato) ma comunque sempre in carico al Comune di Monte Sant’Angelo.

Le indagini

Gli inquirenti, dopo aver effettuato sei stub e sentito alcune persone, continuano ad indagare col supporto della DDA di Bari e del pm Giuseppe Gatti. Non si escludono legami con i recenti omicidi avvenuti a Vieste ma anche una possibile guerra per il controllo del territorio nella stessa Monte Sant’Angelo. Silvestri era già noto alle forze dell’ordine in quanto vicino al super boss Giuseppe Pacilli, detto Peppe u’ Montanar. L’uomo venne assolto dall’accusa di estorsione nel 2015. Negli ultimi tempi curava la sua masseria ed era LSU per il Comune di Monte Sant’Angelo.

La morte del padre e il ruolo del fratello (anche lui LSU)

Pasquale Silvestri (padre di Giuseppe), un tempo ritenuto vicino al clan Libergolis, morì nel 2000 vittima di un agguato mafioso. Soprannominato l’Apicanese, Silvestri era un personaggio chiave nelle logiche mafiose del Gargano. Una sorta di ago della bilancia tra i due gruppi avversari che si contendevano il territorio: da una parte i Libergolis e dall’altra gli Alfieri-Primosa. Stando alle indagini dell’epoca, Silvestri negli ultimi tempi si era avvicinato troppo al clan rivale: fatto che fece scaturire nell’altro gruppo mafioso la decisione di eliminarlo. Per quell’omicidio vennero arrestati Michele Cotugno e il figlio Antonio Silvestri che, secondo l’accusa, ammazzò il padre perchè “tradì il clan”. I due finirono in manette nel 2004, accusati di aver compiuto l’agguato ai danni di Apicanese. La vittima, trucidata al volto, fu ritrovata con in tasca alcuni foglietti con scritti i rituali di affiliazione a un clan malavitoso, segno che l’uomo stesse compiendo il passo verso il gruppo rivale dei Primosa. Nel 2006, però, i due presunti killer vennero assolti dal tribunale di Bari. Oggi Antonio Silvestri compare nella lista degli LSU del Comune di Monte Sant’Angelo, la stessa lista dove, fino al 21 marzo, era presente anche il fratello Giuseppe.

Tags: Giuseppe Silvestrimafiamonte sant'angeloPasquale Silvestri
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