Terre avvelenate, immagini choc da Giardinetto (Foggia). Ma per sindaco e produttori “nessun allarme”

Cumuli di rifiuti e cenere. Il day after di Giardinetto è un paesaggio lunare, reso ancor più alieno dai resti dell’incendio di sabato scorso. Le fiamme hanno bruciato per diverse ore, proprio a ridosso dei rifiuti pericolosi (fanghi industriali provenienti da mezza Europa) della famigerata discarica, ormai depositati da 16 anni senza che nessuno abbia provveduto alla bonifica. I Vigili del fuoco – nonostante le nostre ripetute richieste – non hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale sull’accaduto e, tanto meno, hanno trasmesso alcuni passaggi salienti della relazione.

“Inutili allarmismi” per il sindaco

Se non è stato possibile leggere la relazione, è pur vero che si è assistito alla corsa alle dichiarazioni. A cominciare dal sindaco, Leonardo Cavalieri. Su quali elementi si è basato il primo cittadino? “Appena ho letto l’articolo, ho mandato i vigili urbani a fare tutte le fotografie, e non è risultato nulla. Quello che mi hanno riferito e che si sono accese le stoppie e da lì il costone dell’ex fornace, fino alla montagnetta dove c’era lo scavo. Però per ciò che riguarda il capannone e dove sono stoccati i rifiuti pericolosi non è successo nulla, è tutto integro”. Poi, prosegue segnalando la preoccupazione per la mancata bonifica: “C’è anche un’altra questione da dirimere: la bonifica la deve fare obbligatoriamente la ditta che era proprietaria del sito, come disposto dal giudice. Ma dalle ultime notizie che ho sarebbe stata messa in liquidazione, quindi mi sa che dovremo presentare un progetto per intervenire. Tuttavia, fino a quando non verrà dichiarata cessata, noi istituzioni abbiamo le mani legate”. Ecco il risultato del “sopralluogo” dei vigili urbani:

“Nessuna puzza, i rifiuti non sono stati toccati”

“Se alzate un po’ il sedere, come faccio io, vi rendereste conto della verità”. Giorgio Mercuri, presidente della coop “Giardinetto”, colosso con 150 soci e 1500 ettari coltivati, non ci sta. Sul sito internet della società si garantisce il “controllo totale della filiera per fornire un prodotto sano, ottenuto con l’utilizzo di tecniche eco-compatibili”. Anche per questo “è opportuno stabilire la verità delle cose”, precisa. “I vigili del fuoco si sono fermati a circa un chilometro dalla zona – chiosa a l’Immediato -, non c’era nessun cattivo odore, anche perché io abito a due passi. Che è stato appiccato il fuoco di proposito da qualcuno è vero, interessando diversi ettari per circa due ore (dalle 23 alle 2 di notte). Ma nessuno è passato da quelle parti durante questo lasso di tempo…”. “I rifiuti sono dalla parte del cancello – precisa -, mentre il fuoco è divampato dalla parte opposta. Bisogna conoscerle le cose prima di parlare”. Anche Mercuri dichiara di non aver letto la relazione dei Vigili del fuoco. 

Veleni dal 1999

Un processo e decine di inchieste giornalistiche. Ma nulla è cambiato nell’area sequestrata nel 1999, ormai abbandonata e colma di rifiuti che possono disperdersi nell’area, anche senza incendi. L’industria Iao avrebbe dovuto recuperare e smaltire i rifiuti tossici provenienti da gran parte del mondo, Germania, Usa e Canada. Alcuni di questi sarebbero stati interrati. Insomma, una vera e propria “bomba ecologica”, lambita dalle fiamme sulle quali bisognerà fare chiarezza. Intanto, proprio oggi a Troia, alcuni attivisti e cittadini, assieme al consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone, hanno incontrato l’assessore comunale all’ambiente, Antonietta Capozzo, per promuovere la bonifica del sito. “Ci hanno assicurato che il Comune si sta muovendo, il nostro ruolo in Regione – ha promesso il consigliere foggiano a via Capruzzi – sarà fondamentale: ho chiesto anche di prendere parte agli incontri della commissione comunale che hanno creato per questo problema, e quindi sarò all’interno per agire ancora meglio”. 





Change privacy settings