Stati Generali Vie Francigene del Sud. Il giorno dopo

Il primo giorno si sono incontrate le Regioni del Mezzogiorno interessate dal percorso, al quarto appuntamento in pochi mesi, da quando l’8 maggio 2014 prese forma il coordinamento promosso dall’Associazione Europea delle Vie Francigene a Telese Terme…

Tre giorni di incontri. Semplicemente questa la descrizione più sintetica, veritiera ed efficace dell’evento “Vie Sacre Experience”, tenutosi a Bari dal 28 al 30 novembre.

Il primo giorno si sono incontrate le Regioni del Mezzogiorno interessate dal percorso, al quarto appuntamento in pochi mesi, da quando l’8 maggio 2014 prese forma il coordinamento promosso dall’Associazione Europea delle Vie Francigene a Telese Terme, in provincia di Benevento, punto d’incontro tra Lazio, Molise, Campania, Basilicata e Puglia.

Lazio e Puglia con il proprio tracciato ufficiale, approvato con delibere di Giunta regionale, a rappresentare oltre 600 km di percorsi, con cantieri già avviati e bandi di evidenza pubblica per attuare l’infrastrutturazione e l’animazione (la Puglia attraverso un Progetto di Eccellenza cofinanziato dal Ministero della Cultura e del Turismo). Campania e Basilicata ad annunciare l’adesione e l’imminente approvazione di un proprio analogo procedimento.

Il secondo giorno, protagonisti gli Enti locali. O almeno quelli che hanno inteso sottrarsi all’ombra del campanile per essere parte di un grande percorso euromediterraneo: sono ormai decine quelli che, da maggio 2014, hanno già perfezionato la propria adesione, mentre altri vanno perfezionando l’iter. Alcuni poi, sono venuti ad annunciarsi nella circostanza, come Bari e San Giovanni Rotondo, ma anche Brindisi, Ariano Irpino e Melfi, ma anche Province e Gruppi di Azione Locale.

Il terzo giorno, tutto pugliese, lo spazio è stato festosamente partecipato dai camminatori, da pellegrini e viandanti, da sportivi delle varie discipline non agonistiche, da associazioni e cooperative, dalle pro loco riunite nell’UNPLI, da diocesi e parrocchie: 130 presenze e numerose altre realtà accreditate, da tutta la regione, dall’appennino settentrionale al Santuario di Santa Maria di Leuca, il “finisterre” italiano ed europeo che guarda a Gerusalemme.

Il cantiere del Teatro Margherita, simbolicamente adatto alla circostanza, ha ospitato anche una sessione plenaria di tutti i saperi che da anni circondano la Vie Francigene nel Sud, da Civita alla Società Geografica Italiana, dal Touring Club Italiano a FederTrek, dal Consorzio Europeo delle Rievocazioni Storiche alla rete internazionale delle Città del Bio, che promuove la qualità dei territori. Con le buone prassi del Festival Europeo delle Vie Francigene, diretto da Sandro Polci, del Consorzio Vie Sacre presieduto da Paolo Grenzi, delle reti associative territoriali della Toscana, della Puglia e della Basilicata, a indicare possibili percorsi (a piedi) verso Expo 2015 e – soprattutto – verso Matera 2019.

Un evento reso possibile anche dall’intervento di Pugliapromozione, agenzia strumentale di Regione Puglia, con il direttore generale Giancarlo Piccirillo venuto a ricordare che “la Puglia è tutta Francigena”. E rafforzato dall’asse tra Toscana e Puglia, che ha generato l’entusiasmo necessario a immaginare un master plan nazionale – o se possibile addirittura europeo – per tutta la Via, da inserire nella programmazione 2014-20, verso Horizon 2020, nell’ottica del plurifondo.

L’Accordo parziale allargato tra Commissione Europea e Consiglio d’Europa si riunirà nella primavera del 2015 per valutare lo stato dell’arte degli Itinerari Culturali Europei: in questa sessione, con il possibile concerto del Ministero della Cultura e del Turismo, sarà possibile già offrire la candidatura a riconoscimento ufficiale della direttrice Sud, da Roma a Brindisi.

Con gli auguri giunti ai lavori di questi giorni da parte dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali – agenzia del Consiglio d’Europa con sede a Lussemburgo – il risultato sembra ora più vicino.