Il giudice a un detenuto: “Le ha fatto bene il carcere?”

Mi per….Metta, Purtroppo Lei non è un parto della mia fantasia – diciamo giornalistico/narrativa; Lei esiste veramente. Siede, per fortuna, non nel Tribunale che territorialmente è quello di mia competenza…

Mi per….Metta,

Purtroppo Lei non è un parto della mia fantasia – diciamo giornalistico/narrativa;

Lei esiste veramente.

Siede, per fortuna, non nel Tribunale che territorialmente è quello di mia competenza;

ma pur sempre siede nell’aula 2 del Tribunale di P., sullo scranno di chi giudica.

Giorni or sono io, con le mie ampie orecchie, l’ho distintamente sentita rivolgersi ad un Uomo, detenuto, appena liberato dalla manette, per essere da Lei giudicato, con la seguente e testuale frase:

“LE HA FATTO BENE IL CARCERE, SIGNOR TAL DEI TALI?”

Il sangue mi si è ghiacciato nelle vene.

Il carcere è una necessità drammatica.

Un male, che siamo costretti ad accettare.

Non è il rimedio.

E’ il segno di una sconfitta sociale.

Si usa non perchè faccia bene, ma perchè in certi casi, estremi, è l’unico modo per evitare danni maggiori, più gravi.

Carcere è sbarre.

Dietro le sbarre ci si mettono gli animali, non gli esseri umani.

Il carcere non fa bene. Non può fare bene.

Le scritture invitano a “visitare” i carcerati, come atto di pietà, compassione, speranza.

Lei, signor Giudice, mi dica, sinceramente:

Ha detto quel che ha detto con convinzione?

O Le è semplicemente scappato?

Ha avuto Himmler come compagno di liceo e con Lui si è formato ed educato?

O semplicemente hanno parlato la sua ulcera o le sue emorroidi infiammate?

Nel secondo caso, transeat.

Succede, basta chiedere scusa, al detenuto, alla prossima udienza.

Nel primo caso…. beh…. nella prima ipotesi, mi per… Metta di essere preoccupato.

E anche un po’ indignato.

Ma è cosa da niente. Giudice, stia sereno.

Nessuno Le chiederà mai conto di quel che dice impropriamente.

Però, carcere a parte, in udienza, venga in cravatta.

E se proprio non ha una camicia più bella (e anche meno antica) se la infili dentro ai pantaloni.

O curi almeno che la toga non la mostri al colto e all’inclita.

Se sulla sostanza stiamo al Medio Evo,

almeno, salviamo la forma.





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