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Home - “Pressioni e tensioni”, parla Landella. “Ecco perché ho azzerato Giunta”

“Pressioni e tensioni”, parla Landella. “Ecco perché ho azzerato Giunta”

Di Redazione
28 Settembre 2017
in Politica
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“La città di Foggia ha bisogno di un’amministrazione comunale che sia messa nelle condizioni di lavorare per l’interesse collettivo ed il bene comune dentro un clima di serenità politica”. A dichiararlo il sindaco, Franco Landella nel giorno dell’azzeramento delle deleghe assessorili. “Le continue pressioni e le costanti tensioni cui sono sottoposto, provenienti da pezzi della maggioranza in Consiglio comunale, sono un fardello troppo pesante. In questo senso ho deciso di azzerare le deleghe degli assessori che compongono la Giunta, in modo da favorire un processo che permetta di rasserenare il clima e di concentrarci sugli obiettivi politici ed amministrativi e non sulle postazioni da occupare.

Lo avevo già detto nei giorni scorsi, confermando la lealtà nei confronti del patto politico siglato con gli alleati prima e dopo la vittoria elettorale e la volontà di realizzare un ingresso nell’esecutivo del movimento CapitAmata, rivendicando tuttavia il diritto di scegliere quali competenze assegnare a ciascun assessore. È una prerogativa che ribadisco nuovamente e con ancor maggiore determinazione, soprattutto in presenza di una situazione che si è fatta sempre più carica di richieste, aspirazioni legittime e sollecitazioni pressanti, che si sono scaricate evidentemente sul Consiglio comunale, dunque sull’efficienza della macchina amministrativa e sulla tenuta politica della maggioranza, messa in discussione dalle partite politiche aperte di volta in volta.

Sono francamente stanco di sopportare questo stato di cose, che si inserisce nell’attività che sto portando avanti con immensa fatica per correggere i molteplici errori del passato e risollevare le sorti di una città sulle cui spalle dieci anni di governo del centrosinistra hanno scaricato un’eredità disastrosa. Dallo sfascio dei conti pubblici (con un Piano di riequilibrio che ha sottostimato i debiti ed ha sovrastimato il valore dei beni da alienare, tanto da far naufragare ogni tentativo di vendita) al peso delle questioni connesse alla riscossione dei tributi (con una società, oggi in liquidazione, che ha applicato un aggio unico tra i più alti d’Italia, che poco o nulla ha fatto nel campo della riscossione coattiva e dell’aggressione all’evasione fiscale e che abbiamo provato più volte a mettere fuori dal palazzo, salvo vederla rientrare dalla finestra dopo le sentenze del Tar), dalle decisioni sbagliate in materia urbanistica fino alle innumerevoli emergenze in campo abitativo. Una bomba ad orologeria, perennemente sul punto di esplodere. Giorno dopo giorno mi sono confrontato e mi confronto con drammi sociali ed amministrativi, con la difficoltà di elaborare soluzioni e applicare ricette risolutive. Non ho mai fatto del male alla mia città. Al contrario, sto dando tutto me stesso per cercare di invertire la rotta, per far stare meglio la mia comunità. Lo faccio sottraendo tempo alla mia famiglia, ai miei figli, ai miei affetti, spesso finiti perfino nel tritacarne delle cattiverie, delle calunnie e della diffamazione.

Nonostante tutto questo le tensioni e le pressioni si sono moltiplicate – continua -, per numero ed intensità. In alcuni casi addirittura ad opera di chi siede tra i banchi del Consiglio comunale solo grazie alla vittoria elettorale conseguita nel turno di ballottaggio.

Ora è il momento di dire basta. È il momento di chiudere una fase in cui più di uno ha pensato di usare male il suo ruolo e le sue funzioni istituzionali. È il momento di rimettere al centro Foggia. E di farlo con una ritrovata concordia. Questo è però anche l’ultimo passaggio politico in cui offro la mia disponibilità a riannodare i fili del dialogo e a riavvicinare le posizioni. Non ci sarà un’altra occasione in cui mostrare all’opinione pubblica instabilità politica, perché in quel caso chiuderò questa esperienza amministrativa senza pensarci due volte, spiegando poi alla città – con dovizia di particolari – ragioni e cause dell’accaduto.

Le parole di responsabilità che ho ascoltato diffusamente nel corso del dibattito in Consiglio comunale, anche da parte delle minoranze, spero siano intenzioni reali e non solo enunciazioni di circostanza. Spero che in quelle dichiarazioni vi sia passione e non soltanto retorica. Io offro con generosità, ancora una volta, il mio sacrificio ed il mio lavoro per il bene di Foggia, augurandomi che tutti abbiano la consapevolezza dell’importanza e della delicatezza del mandato che ci è stato conferito e del momento difficilissimo che sta attraversando la nostra città”, conclude Landella.

Tags: FoggiaFranco Landella
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